Hanno indossato le toghe con
appuntata una coccarda tricolore e, tenendo in mano la
Costituzione, si sono riuniti nell'atrio del Palazzo di
giustizia di Trieste per incontrare i cittadini e spiegare loro
le ragioni dello sciopero proclamato dall'Anm. Sospese le
udienze, se non quelle urgenti, i magistrati, provenienti da
tutto il Distretto, si sono riuniti in assemblea per ribadire il
loro no alla riforma della giustizia e in particolare alla
separazione delle carriere.
"Il governo non ha dimostrato di voler venire incontro alle
nostre richieste che sono quelle di un ritiro integrale della
riforma non essendoci spazio per modifiche che possano risolvere
le criticità rilevate", ha affermato il presidente dell'Anm nel
distretto di Trieste, Matteo Carlisi, sottolineando "l'elevata
adesione" alla protesta registrata all'interno del Distretto.
Le toghe hanno poi dato vita a una staffetta di lettura degli
articoli della Costituzione. "Se si procederà come attualmente
sembra, si arriverà a un referendum e sarà importante che i
cittadini siano ben informati sulle conseguenze che la riforma
in campo potrà avere, per poter decidere a ragion veduta
respingendo questa riforma e salvando la Costituzione", ha
aggiunto Carlisi.
"Allo stato l'adesione allo sciopero sembra elevata - ha
concluso - ad esempio a Gorizia è del 100%, sia della Procura
che del Tribunale, a Udine è intorno all'80%. Tutte le
componenti dell'Anm hanno individuato nello sciopero l'unico
strumento di manifestazione chiara e forte, idoneo a trasmettere
il messaggio che vogliamo dare".
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