"Antonio Conte è il miglior
allenatore che potessimo scegliere": parola di Stanley Lobotka.
Il centrocampista slovacco è il protagonista della nuova puntata
di My Skills, il format di Dazn in collaborazione con EA SPORTS
FC 25 in cui i giocatori del massimo campionato italiano di
calcio si raccontano sul campo, disponibile in esclusiva
sull'app di live streaming e intrattenimento sportivo da oggi e
nell'intervista con Valon Behrami parla, tra l'altro,
dell'allenatore salentino e della corsa del Napoli per lo
scudetto.
"Sapevo che Conte era un grande allenatore. Lo avevo già
sentito da Skriniar, quando giocava all'Inter: i suoi
allenamenti sono molto duri. Mi ha dato molte cose, ha spinto me
e la mia mentalità ad un altro livello - le parole di Lobotka -
Il primo giorno in cui è arrivato, non aveva ancora detto nulla
ma appena entrato nella nostra stanza, potevi già percepire la
sua personalità. E quando ho visto come ci allenavamo, come
volessimo giocare, mi sono detto: 'Ok, è il miglior allenatore
che potessimo scegliere'. Quando abbiamo iniziato a correre, ho
capito... 'Wow, sarà dura quest'anno!'. Ma alla fine pensi che
ovunque sia andato, lui ha vinto. Sai che è difficile, ma allo
stesso tempo pensi: "Ok, è difficile: ma lui può portarmi ad un
altro livello".
"Quanti giocatori penso ci siano sopra di me al mondo, nel
mio ruolo? Forse 2 o 3 - dice - Ma dipende, ogni allenatore
preferisce un tipo diverso di giocatore. È difficile da dire, ma
penso di poter essere fra i migliori 5 al mondo".
Sulla vittoria dello scudetto e la voglia di vincere ancora:
"È sempre bello vincere una volta, ma è difficile ripetersi -
spiega Lobotka - Lo voglio davvero, ma so che è molto difficile.
Sappiamo che c'è l'Inter, c'è l'Atalanta, loro giocano molto
bene e quello che possiamo fare noi è solamente spingere in ogni
allenamento per dare al mister ciò che vuole in campo".
"Se c'è una squadra in particolare che mi fa soffrire da
avversario? È l'Atalanta - le parole di Lobotka - 'odio'
giocare contro di loro! Sono una grande squadra, e con il loro
tipo di gioco uomo su uomo, a tutto campo, non mi lasciano un
centimetro. È sempre durissima contro di loro, ma ad esempio ti
posso dire anche contro il Venezia o il Verona. Cercano sempre
di bloccarmi e marcarmi stretto, non è facile per me".
"La mia giocata dei sogni? Sto giocando la finale di
Champions League: è il 90', siamo 1-1 e tra poco ci sono i
supplementari. Ricevo palla e inizio a correre, gli avversari mi
inseguono. Faccio un 1-2 con l'attaccante, lui me la scarica e
io calcio! Sì, cerco spesso di visualizzare le prossime partite
e ricreo delle situazioni di gioco. Spero che questo scenario
possa avversarsi nella mia vita".
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