Inps e ministero della Cultura insieme all'insegna della cultura e di un dialogo con le giovani generazioni. È la nuova collaborazione che da oggi rappresenta un importante passo verso il riconoscimento del welfare culturale in Italia, ovvero un approccio in cui la fruizione del patrimonio artistico e culturale diventa un diritto accessibile a tutte le fasce della popolazione. "Quando pensi Inps pensi a uffici, pensioni, modelli da compilare - racconta il presidente dell'Istituto Gabriele Fava -. Invece l'Inps è anche custode di bellezza e cultura. Da 126 anni supportiamo la vita e il lavoro degli italiani e lo facciamo anche attraverso un patrimonio straordinario: novemila opere d'arte, palazzi storici e un archivio che raccontano la storia del Paese. Da oggi vogliamo trasformare questo patrimonio da memoria a motore di futuro. L'Inps - prosegue - non è solo previdenza e assistenza, ma anche protezione", che vuole dire anche "generare benessere. E la cultura è fondamentale. L'Oms già nel 2019 aveva sottolineato la sua importanza nel welfare e i suoi benefici. Recenti studi hanno confermato che partecipare alla vita culturale riduce del 31% il rischio di depressione, allunga la vita, rafforza le relazioni. Ecco perché abbiamo scelto di investire nella cultura, non come fattore esteriore e estetico, ma come strumento di welfare attivo, cioè generativo".
Dopo progetti già realizzati come la Pinacoteca a Palazzo Wedekind a Roma aperta gratuitamente in occasione delle Giornate dei palazzi storici o l'iniziativa 20 opere per 20 regioni per far conoscere il patrimonio artistico dell'Istituto nelle sedi diffuse su tutto il territorio nazionale, i primi appuntamenti del nuovo progetto Arte e cultura sono dunque la mostra Contemporanea, per un'arte responsabile, in programma dal 2 aprile a Palazzo Piacentini nell'ambito della Milano Art Week, a cura di Annalisa Bianco e Valerio Deho. "Un titolo - racconta Deho - che riprende quello della mostra del '73-'74 di Achille Bonito Oliva. E che abbiamo scelto perché vogliamo essere chiari: per noi l'arte deve andare al di là dello scandalo, dell'effimero e dei media. Ci interessa un'arte legata a temi forti, etici e sociali". Un viaggio, dunque, attraverso le opere site specific di artisti come il mago della luce Arthur Duff, il compositore Roberto Pugliese e poi la pittura di Raimondo Galeano o la Natura nelle opere di Marta Longo, messi in dialogo con la bellezza del Palazzo, capolavoro dell'architettura anni '30, oggi sede della Direzione regionale e milanese dell'Istituto.
Debutterà invece in estate il primo Festival di musica classica a Roma, realizzato dall'Orchestra Roma Tre con anche il sostegno della Fondazione Roma. "Saranno sedici appuntamenti monografici - anticipa il direttore artistico Valerio Vicari - con otto autori, da Beethoven a Verdi, a partire dal 19 luglio al Convitto Vittorio Locchi di Palazzo Mazzoni". "Il Mic - commenta il ministro Alessandro Giuli - ha la vocazione di progettare servizi culturali e sociali aperti al dialogo con gli altri ministeri ed enti pubblici. L'Inps dimostra, non da oggi, di avere la medesima vocazione e il minimo che possiamo fare è metterci a disposizione, insieme, per la comunità" e per "sfamare nel modo migliore un fabbisogno, attraverso la potenza mite ma invincibile dell'arte e della bellezza". Ma non solo. Dalla direttrice generale dell'Inps, Valeria Vittimberga, arriva anche la richiesta di "poter destinare l'8 per mille delle dichiarazioni dei redditi in favore del fondo Psmsad" dedicato a pittori, musicisti, scrittori e autori drammatici", che rappresenta "un importante strumento di sostegno, formazione e valorizzazione degli artisti italiani".
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