Le flebili speranze di trovare ancora in vita Filippo e Luigi Agnelli, padre e figlio di 67 e 43 anni, travolti dalla violenza del Nure alle cinque di lunedì mattina a Recesio di Bettola, dove il fiume si è portato via cento metri di strada provinciale, si sono dissolte oggi, dapprima con il ritrovamento del fuoristrada Cherokee sul quale viaggiavano, completamente distrutto, qualche chilometro a valle del punto in cui era avvenuto l'incidente, e poi - alle 17,30 - con la scoperta poco distante del corpo di Luigi Agnelli.
A questo punto si aspetta solo che il Nure restituisca anche il cadavere di Filippo Agnelli, dopo di che la tragedia avrà il suo definitivo bilancio: tre morti, compresa la guardia giurata Luigi Albertelli, il cui corpo era stato recuperato già ieri.
Oggi per tutta la giornata le ricerche sono andate avanti lungo il Nure, coinvolgendo centinaia di volontari, squadre del Soccorso Alpino Emilia Romagna provenienti dalle stazioni Monte Alfeo di Piacenza e Monte Orsaro di Parma, uomini del Corpo Forestale dello Stato della Val Nure, Vigili del fuoco tecnici del Cnsas ed anche un elicottero HH-139 dell'Aeronautica Militare. Mentre nel centro storico di Piacenza, in via Calzolai, dove Luigi Agnelli gestiva un negozio di fiori, tutti speravano contro ogni logica che il commerciante si fosse salvato. Ed ha commosso il post su Facebook dello stesso Agnelli che, prima di essere inghiottito dal torrente, aveva ringraziato i suoi "angeli" per averlo salvato, in un punto poco più in alto, dalle acque dello stesso Nure che - aveva scritto - gli era straripato "in faccia".
Intanto si prosegue la conta dei danni e si organizzano gli interventi di soccorso e ricostruzione. Da Roncaglia (nella Bassa) fino ad Ottone e Ferriere (nell'alto appennino) i piacentini si sono messi subito al lavoro per riparare i danni più gravi e ripristinare la normalità. In mattinata si è svolto in Provincia un incontro tra i sindaci dei Comuni colpiti dall'alluvione - in Valnure e Valtrebbia - con il presidente della Regione Stefano Bonaccini, che ha annunciato per i prossimi giorni l'arrivo del premier Renzi per un sopralluogo: notizia confermata dallo stesso Presidente del Consiglio a margine di un convegno a Expo 2015. Danni di particolare gravità si registrano nel comune di Ferriere, dove 5 frazioni risultano ancora isolate. A Roncaglia per tutta la giornata 20 militari del Genio Pontieri sono stati impegnati nelle operazioni di rimozione di detriti, fango e acqua. Tempi lunghi per ricostruire il tratto di strada provinciale Valnure che il torrente ha "mangiato" con la piena, risulta distrutta tutta la protezione spondale ed occorrerà ricostruire anche le fondamenta della strada. I valligiani si servono della vecchia provinciale a monte che tuttavia richiederà alcuni interventi di consolidamento. Resta a senso unico alternato anche il ponte sul Nure a Pontedellolio mentre è ancora chiusa anche la strada provinciale di Val d'Aveto che ha subito danni in più punti. Di fronte all'alluvione, l'Ordine dei Geologi dell'Emilia Romagna punta il dito sul dissesto idrogeologico e in una nota sostiene che "ci vuole coraggio a parlare ancora di eventi eccezionali, quanto accaduto si ripeterà presto anche in altre città. Chi parla di manutenzione e pulizia degli alvei non individua il nocciolo della questione: il problema è infatti principalmente urbanistico, soprattutto in un Paese che da decenni consuma 8 metri quadrati di suolo al secondo, e l'Emilia-Romagna - continua - è ai primi posti in questa classifica di demerito".
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