L'export dalle Marche verso gli Usa nel 2024 ha fatto registrare un valore superiore a 1,2 miliardi di euro. Al primo posto la farmaceutica con oltre 250 milioni di euro, seguita da macchinari con circa 243 milioni di euro, poi prodotti in metallo oltre 132 milioni, articoli in pelle (escluso abbigliamento) circa 130 milioni e mobili oltre 122 milioni di euro. Sotto la soglia dei 100 milioni di euro, ci sono: apparecchiature elettriche, articoli da abbigliamento, prodotti alimentari, autoveicoli, ma anche le armi per oltre 96 milioni di euro, solo per citarne alcuni.
Queste le elaborazioni dell'Ufficio Studi di Confartigianato che fotografa la dimensione dell'Export delle Marche dopo l'annuncio dell'imposizione di dazi del presidente Usa, Donald Trump.
"Le Marche - sottolinea il segretario di Confartigianato Marche Gilberto Gasparoni - sono la sesta regione in Italia per grado di esposizione sul mercato statunitense. Gli Stati Uniti sono il primo mercato nel mondo per 43 prodotti italiani, tra cui alcune produzioni ad alta tecnologia come i macchinari e prodotti con una marcata vocazione artigiana come la gioielleria e oreficeria, l'occhialeria, i mobili il vetro e la ceramica artistica, la coltelleria e la posateria e gli strumenti musicali". A preoccupare anche l'effetto domino che i dazi potrebbero innescare, facendo alzare l'inflazione e mettendo in difficoltà tutta la filiera. "E fondamentale - ribadisce la presidente di Confartigianato Marche Moira Amaranti - muoversi come sistema Paese, con un impegno deciso da parte del Governo e delle istituzioni a sostegno delle aziende e della competitività dei nostri prodotti. Servono politiche concrete per sostenere la manifattura e la ricerca di nuovi mercati emergenti: come l'America Latina, i Paesi Arabi, il Giappone, l'Africa, i paesi Asiatici che stanno diventando sempre più rilevanti", conclude, ricordando che serve una politica economica efficace "con una reale semplificazione, con la riduzione del carico fiscale e una riduzione del costo del lavoro per rendere competitivo il sistema Italia".
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