A causa del caldo e della siccità
la produzione del miele in Piemonte ha subito un calo del 30%.
Lo sostiene la Coldiretti regionale che, in una nota, sottolinea
il dato registrato nella stagione apistica che si è appena
conclusa. L'annata "ha visto squilibri nelle colonie e fioriture
anticipate di circa 15 giorni, costringendo gli apicoltori ad
anticipare il nomadismo verso le aree montane nella prima
settimana di giugno ed a iniziare a fornire nutrizioni di
soccorso già nei primi giorni di agosto, a causa di scarse fonti
nettarifere sia in zone collinari sia montane".
"Ancora una volta è il clima ad influire e ad impattare
sulla produzione di miele", spiegano Roberto Moncalvo,
presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa, delegato
confederale. "Alla luce di questa situazione, è opportuno che
anche l'agroindustria scelga il vero miele Made in Piemonte,
attivando progetti economici di filiera che possano garantire la
giusta valorizzazione del prodotto ed il lavoro degli
imprenditori, e che venga resa omogena la legislazione
comunitaria per non penalizzare le produzioni ottenute
rispettando le rigide norme di sicurezza italiane rispetto a
quelle dei Paesi con sistemi di controllo più permissivi, come
avviene per il miele proveniente dalla Cina e dall'est Europa",
concludono Moncalvo e Rivarossa.
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