"Il Cpr di Macomer è una polveriera
e dalla questura di Nuoro arrivano risposte inadeguate. Stiamo
valutando di intereessare la magistratura del caso". Così il
segretario generale di Es Polizia, Vincenzo Chianese,
all'indomani dell'incendio appicato da alcuni immigrati nel
cortile del centro di permanenza per il rimpatrio, subito spento
dai vigili del fuoco senza alcuna conseguenza a cose e persone.
Un atto dimostrativo in risposta agli incitamenti di alcuni
attivisti che ieri hanno manifestato davanti al Cpr al grido in
arabo: "Date fuoco ai Cpr".
"L'episodio non può essere minimizzato, anche perché - spiega
Chianese - arriva dopo numerose turbative che non hanno avuto
risposte adeguate, tanto che nei mesi scorsi un ospite è potuto
fuggire grazie a una porta la cui serratura era difettosa da
tempo e di cui sarebbe stata informata la Prefettura, ma non la
Questura e questo è inconcepibile". Quanto alla protesta degli
attivisti anti Cpr, il dirigente sindacale chiarisce: "Erano una
quindicina di manifestanti non autorizzati appartenenti all'area
antagonista provenienti da varie città d'Italia e il titolo
della loro iniziativa era 'I Cpr si chiudono col fuoco'. In
seguito alle loro urla gli ospiti del centro hanno portato in
cortile 25 materassi e ad alcuni di questi hanno dato fuoco. Non
sarebbe accaduto - attacca Chianese - se la Questura avesse
impedito a facinorosi ben noti di giungere nei pressi del Cpr ed
evitare un episodio che avrebbe potuto degenerare in una
sommossa e causare danni ai colleghi ed altre persone".
Il sindacato è pronto a dare battaglia: "Abbiamo assistito a
fughe di ospiti del Cpr anche durante l'espulsione e ne fanno le
spese i giovani colleghi che lavorano con orari di servizio
inammissibili, senza un regolare aggiornamento professionale e
che si sono visti punire per responsabilità in realtà
dirigenziali. Per tutte queste cose - annuncia Chianese - stiamo
valutando di interessare la magistratura".
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