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La morte di Tatiana, nuova condanna per il compagno

La morte di Tatiana, nuova condanna per il compagno

Sentenza a Venezia al terzo appello a oltre 16 anni dal delitto

VENEZIA, 26 marzo 2025, 21:55

Redazione ANSA

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Una nuova sentenza di condanna, a Mestre, da parte della Corte d'Assise d'appello di Venezia, nel terzo processo in secondo grado per l'omicidio di Tatiana Tulissi, uccisa a Manzano (Udine) l'11 novembre 2008 con tre colpi di pistola, per il quale è imputato l'ex compagno, l'imprenditore friulano Paolo Calligaris.

Per il 55enne friulano, lo scorso 25 febbraio, il sostituto procuratore generale di Venezia Pasquale Mazzei aveva chiesto la conferma della prima condanna a 16 anni di reclusione, inflitta a Calligaris dal Gup di Udine nel 2019, cui si è associata l'avvocata Laura Luzzatto Guerrini, legale della famiglia Tulissi.

Dopo una camera di consiglio di circa 10 ore, il collegio presieduto da Carlo Citterio ha accolto la richiesta. Per Calligaris, difeso dagli avvocati Alessandro Gamberini e Rino Battocletti, si è trattato nel complesso della sesta sentenza in una storia processuale complessa e nella quale l'uomo si è sempre proclamato innocente.

Inutile poi il tentativo dei difensori di far attirare l'attenzione su un altro possibile omicida, un rapinatore violento che agiva all'epoca in quella zona. Quello vissuto oggi nell'aula bunker di Mestre (Venezia) è stato l'ennesimo capitolo di un processo fortemente indiziario, con indagini apparse da subito difficili dopo la scoperta del delitto di oltre 16 anni fa. Due anni dopo la condanna in udienza preliminare, Calligaris fu assolto dalla Corte d'Assise d'Appello di Trieste, con la formula "perché il fatto non sussiste".

La sentenza venne definita "coraggiosa" dai legali di Calligaris, ma nel 2022 venne annullata per decisione della Cassazione, che rinviò il processo all'Assise d'Appello di Venezia, che il 20 dicembre 2023 confermò i 16 anni di reclusione. La difesa ricorse nuovamente in Cassazione, e il 13 settembre scorso la sezione presieduta da Rossella Catena annullò ancora una volta decisione di secondo grado, rinviando il processo davanti a un'altra sezione dell'Assise d'Appello di Venezia.

Quel giorno Tatiana Tulissi, 37 anni, era rientrata da poco dal lavoro di impiegata in un'azienda di Percoto (Udine), e stava prendendo della legna da ardere nel giardino della villa dove viveva assieme a Paolo Calligaris.

Fu dapprima tramortita con un corpo contundente al capo, e poi uccisa con tre colpi di pistola calibro 38, arma mai trovata. Gli avvocati Gamberini e Battocletti nelle precedenti udienze avevano chiesto ai giudici di riesaminare gli atti di indagini che i carabinieri del Reparto operativo nucleo investigativo di Udine avevano svolto su un rapinatore, L.C., un "lupo solitario" che agiva nella bassa friulana, per valutare l'ipotesi che il delitto fosse stato la conseguenza di un tentativo di rapina andata a male. L'uomo era stato arrestato nel 2022 dopo un lungo precedente periodo di carcerazione per una rapina commessa proprio nella zona di Manzano nel 2008. In quella circostanza aveva usato modalità di esecuzione molto simili a quelle del delitto Tulissi: una pistola nella mano sinistra e un bastone in quella destra.

Altre rapine erano state messe a segno, sempre nel 2008, in quell'area della Bassa Friulana. Alcuni degli accertamenti erano stati condotti dai carabinieri di Udine dopo che Calligaris venne assolto in Appello a Trieste. I difensori avevano ricordato anche che il 10 dicembre 2008 il "lupo solitario" aveva rubato un'automobile che sarebbe potuta essere stata usata per una ricognizione alla villa di Calligaris. "L'esito della sentenza - hanno affermato in una nota i legali - lascia attoniti. Leggeremo la motivazione e faremo certamente ricorso, convinti dell'innocenza del nostro assistito".

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