"Anche il ministero
della Cultura boccia Marsilio sulla riperimetrazione della
Riserva del Borsacchio, che prevedeva la riduzione da 1.100
ettari a soli 24,7 ettari. La Regione Abruzzo aveva deciso di
cancellare la riserva, il governo non ha potuto che dire no a
questo scempio nella forma e nella sostanza". Lo dichiara, in
una nota, il deputato abruzzese di Azione Giulio Sottanelli. La
Riserva Naturale, dalle colline alla costa nel territorio di
Roseto degli Abruzzi (Teramo), era stata ridotta a 24 ettari,
dai mille originari, con un emendamento alla legge regionale di
bilancio, firmato da cinque consiglieri della maggioranza di
centrodestra, approvato in piena notte nella seduta del
Consiglio regionale il 29 dicembre scorso.
"L'ufficio legislativo del Mic - scrive ancora Sottanelli -
evidenzia tutti i vizi di una delibera sconcertante, per la
riserva, per la tutela dell'ambiente, per tutto il territorio.
Tutto quello che avevamo denunciato da subito. Una decisione
calata dall'alto, senza alcuna relazione tecnico-scientifica,
senza mai coinvolgere gli Enti locali. Per Marsilio si tratta di
una stroncatura netta, a conferma di quanto poco il governatore
uscente conosca l'Abruzzo e si interessi del territorio. Cose
che gli elettori hanno capito bene, dopo cinque anni di pessimo
governo regionale".
Rincara la dose il consigliere regionale Pd Dino Pepe: "Siamo
di fronte a una bocciatura eclatante, che certifica
l'inadeguatezza del governo regionale a guida Marsilio. È una
nota netta, senza possibilità di appello, che rafforza quanto
avevamo già prontamente contestato l'indomani del voto: la
riperimetrazione del Borsacchio è illegittima, come già avvenuto
con il Parco Sirente-Velino, poiché manca ogni tipo di
coinvolgimento dei territori, delle istituzioni locali e delle
associazioni. Non sono bastate le quasi 30000 firme raccolte dai
cittadini e dalle associazioni; non è bastata la richiesta
dell'opposizione di rivedere il provvedimento e tornare alla
perimetrazione originale della riserva; ora il presidente
Marsilio non vorrà fare orecchie da mercante davanti a una nota
ufficiale di un ministero guidato da esponenti della sua stessa
maggioranza".
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