Donatella Finocchiaro è 'La Lupa':
da domani al 10 marzo al Teatro San Ferdinando, l'attrice
catanese sarà protagonista e regista di uno spettacolo di
successo, del testo di Giovanni Verga con adattamento
drammaturgico di Luana Rondinelli. E la tragica vicenda
ottocentesca diventa un manifesto attualissimo sui pregiudizi e
le convenzioni sociali., viaggio nell'universo donna alla
ricerca di una femminilità libera da legacci, sfrontata e
leggera.
Più volte portata in scena, a partire dal 1896 fino al 1965,
regia di Franco Zeffirelli con Anna Magnani, e al cinema da
Lattuada e poi da Lavia, la storia di Gnà Pina, è riproposta
nella Sicilia degli anni '50 e i '60 del secolo scorso.
"La mia Lupa - sottolinea Finocchiaro - è una donna che non si
vergogna della sua sensualità e viene per questo additata dal
contesto sociale perché libera, strana, diversa. Lei, che di
quella tentazione amorosa e carnale per il giovane Nanni si
considerava la vittima. L'ossessione la spinge fino al gesto
estremo di dargli in sposa la figlia Mara, pur di non perderlo".
In scena Bruno Di Chiara è Nanni Lasca, Chiara Stassi è Mara
"Nel testo viene amplificato il punto di vista della donna e
della possibilità di vivere la propria vita sentimentale e
sessuale liberamente, a dispetto di un ambiente retrogrado
sempre pronto a puntare il dito contro quello che succede nelle
vite e nelle case degli altri. Una lettura al femminile che
esalta alcuni aspetti dell'opera verghiana. Non è uno spettacolo
verista - sottolinea la regista, per la prima volta, e
interprete - perché la Lupa è troppo erotica, troppo sessuale,
troppo tutto per essere ottocentesca. Nell'adattamento del testo
teatrale di Verga 'usiamo' il personaggio per parlare di
femminilità, di sensualità, di donne, donne con la D maiuscola e
nel finale anche di femminicidio" .Movimenti di scena di Sabino
Civilleri. Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile di
Catania con il Teatro della Città di Catania nell'ambito del
centenario della morte di Giovanni Verga del 2022.
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