"Una candidata al concorso per
dirigenti scolastici in Campania è stata valutatrice, in qualità
di dirigente tecnico pro tempore, di un membro della commissione
di concorso a dirigenti scolastici in Campania nominata
dall'Ufficio scolastico regionale". Così in una nota dei
candidati esclusi dalla prova orale del concorso ordinario
dirigenti scolastici in Campania 2024, rappresentati
dall'avvocato Massimo Romano.
Dall'atto ufficiale che risale al 10 maggio 2017 "si evince
che la candidata al concorso, ai tempi dei fatti dirigente
tecnico pro tempore, abbia valutato nell'ambito dei 'Nuclei di
valutazione ai dirigenti scolastici', il commissario dirigente
scolastico che ha corretto i compiti scritti svolti in data 30
ottobre 2024 dagli oltre 160 candidati al concorso. La docente
candidata ha fatto parte della Commissione incaricata nel 2017
di valutare i Dirigenti Scolastici e, tra gli stessi, figurava
proprio il membro commissario che ha valutato gli elaborati dei
candidati e valuterà la stessa candidata alle prossime prove
orali: i due soggetti scambiandosi i ruoli, si sono, in altri
termini, 'reciprocamente' esaminati".
Per i ricorrenti "sussistono conseguentemente le gravi
ragioni di convenienza previste dall'art. 7 del Codice di
Comportamento dei Pubblici dipendenti, che richiedono al
componente di astenersi.
Nella procedura concorsuale è stato violato il principio
dell''imparzialità' della Commissione Esaminatrice, giacchè
taluni componenti della stessa, che all'atto della nomina si
trovavano in una situazione attuale di conflitto di interessi,
si sono sottratti all'obbligo di astenersi dal partecipare alle
attività dell'Organo Valutativo Tecnico".
"Gli scriventi segnalano altresì la sussistenza di rapporti
di frequentazione personale tra un dirigente tecnico, nominato
in commissione e poi dimessosi il 14 ottobre 2024, e un
candidato. Rapporti che si sono trasformati nel tempo in forme
di collaborazione professionale stabile. Su questi e altri casi
gravi emersi nelle ultime settimane è stato presentato esposto
alla Procura della Repubblica di Napoli", concludono.
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