/ricerca/ansait/search.shtml?tag=
Mostra meno

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Sette nuove prove per salvare "La Sonrisa" dalla confisca

Sette nuove prove per salvare "La Sonrisa" dalla confisca

Domani al vaglio dei giudici capitolini il tentativo dei Polese

NAPOLI, 02 aprile 2025, 18:52

Redazione ANSA

ANSACheck
Castello delle cerimonie, Comune revoca licenze alla Sonrisa - RIPRODUZIONE RISERVATA

Castello delle cerimonie, Comune revoca licenze alla Sonrisa - RIPRODUZIONE RISERVATA

Approda domani davanti alla Corte di Appello di Roma la richiesta di cancellazione della confisca del cosiddetto "Castello delle Cerimonie" di Sant'Antonio Abate, in provincia di Napoli, avanzata da "donna Imma", al secolo Concetta Polese, attraverso l'avvocato Dario Vannetiello.
    La Sonrisa (questo è il vero nome della struttura) è stata per anni sede del festival della canzone napoletana e ha ospitato nel corso degli anni personaggi illustri, da Sofia Loren a Maradona.
    L'istanza di revoca si basa essenzialmente su sette nuove prove, scoperte di recente dopo un certosino lavoro di ricerca portato avanti dall'avvocato Vannetiello con il professore e avvocato Andrea Castaldo e con l'avvocato Veronica Paturzo, questi ultimi difensori di Agostino Polese.
    La confisca, ormai definitiva, fu disposta per il reato di lottizzazione abusiva, ma, facendo leva, tra l'altro, su due consulenze di esperti in urbanistica e in geologia e su riprese video, i tre professionisti stanno cercando di convincere l'autorità giudiziaria che gli interventi edilizi in questione non hanno trasformato il territorio, nè vi è stato alcun pregiudizio per l'ambiente e il paesaggio.
    Attraverso una significativa rinnovazione del quadro probatorio, inoltre, i tre avvocati mirano a dimostrare che il processo a carico dei Polese non sarebbe proprio dovuto iniziare in quanto il reato era già prescritto nel momento nel quale gli inquirenti hanno chiesto il giudizio. L'iniziativa non può non dirsi velleitaria: è noto che le richieste di revisione delle sentenze definitive difficilmente vengono accolte ma il collegio difensivo appare determinato a ricorrere in Cassazione qualora la Corte di appello di Roma dovesse rigettare la loro richiesta.
    In Cassazione pende attualmente un altro ricorso, sempre a firma dell'avvocato Dario Vannetiello, con il quale, per ragioni diverse, i Polese sperano di rientrare in possesso di quei beni frutto di mezzo secolo di lavoro imprenditoriale del fondatore, Antonio Polese, "il boss delle cerimonie", protagonista per un decennio della omonima e seguitissima trasmissione televisiva.
    La speranza, ovviamente, è quella di salvare "il Castello" e tutto quello che ci ruota intorno da moltissimi anni, dal ristorante all'albergo. Com'è noto la struttura è ancora in funzione e si attende la decisione dei giudici amministrativi in ordine alla revoca delle licenze alla attività di ristorazione e alberghiera che dà lavoro a centinaia di persone.
    Va ricordato che il comune di Sant'Antonio Abate ha avviato già da qualche mese la procedura di acquisizione della nota struttura ricettiva: l'amministrazione comunale ha ritirato le licenze ma il provvedimento amministrativo è finito davanti ai giudici amministrativi che hanno concesso un'ultima proroga che terminerà il prossimo 5 giugno, data dell'udienza davanti al TAR della Campania. La decisione che maturerà successivamente, potrà essere impugnata dai Polese davanti al consiglio di Stato e, viene sottolineato dai legali "non si può escludere che, a prescindere dalla revisione della confisca, la struttura possa rimanere aperta sino alla fine dell’anno".   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza