Toyota Motor ha affermato che il
guasto del sistema informatico che aveva portato alla
sospensione delle operazioni in tutti i 14 stabilimenti del
gruppo in Giappone a fine agosto è stato causato da un
malfunzionamento del server e non da un attacco informatico.
La maggiore casa auto mondiale ha spiegato che l'anomalia si è
verificata dopo dei regolari lavori di manutenzione del sistema
il 27 agosto. Due giorni dopo, per tutta la giornata del 29
agosto, Toyota si era trovata costretta a interrompere le
operazioni di assemblaggio dei veicoli perché un guasto
improvviso aveva reso impossibile ordinare le parti.
"Rivedremo le nostre procedure di manutenzione e rafforzeremo
gli sforzi per evitare simili problemi in futuro", ha dichiarato
in un comunicato stampa l'azienda nipponica. Toyota è famosa per
il suo sistema di output "just-in-time" che prevede di mandare
in produzione solo il prodotto venduto, evitando di creare
scorte eccessive che andrebbero a deteriorare l'impresa; un
metodo organizzativo alternativo alla produzione in serie che si
basava sulla catena di montaggio di Henry Ford. La pratica
ideata nel dopoguerra, tra il 1948 e il 1975, è stata a lungo
studiata da altri costruttori e da numerose scuole di business
perché minimizza i costi migliorando l'efficienza, seppur
comportando dei rischi.
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