Luce e materia hanno imparato a dialogare, in un materiale simile alle caramelle di gelatina al lampone e aprono la strada a nuovi sistemi di calcolo basati sulla luce. Il risultato, pubblicato su Pnas, si deve ai ricercatori della canadese McMaster University e dell'americana Harvard University. I calcolatori attuali sono fatti di componenti elettronici e l'idea alla base del calcolo ottico è quella di rimuovere quei componenti rigidi ed elaborare le informazioni con la luce.
"I computer ottici ancora non esistono se non a livello di piccole dimostrazioni di laboratorio, basate su specchi e apparecchiature ingombranti. Questo risultato è molto interessante perché basato su un piccolo cubetto di gel, che sembra poter controllare la luce in maniera molto precisa", dice all'ANSA Augusto Smerzi, dell'Istituto Nazionale di Ottica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ino). I fisici hanno sviluppato un materiale gelatinoso, che ingloba molecole fotosensibili, cioè che cambiano la loro struttura in presenza della luce.
Questo conferisce al gel proprietà speciali sia per contenere fasci di luce che per trasmettere informazioni. Tipicamente, i raggi di luce si allargano mentre viaggiano, ma il gel è in grado di contenere i raggi di luce laser lungo il loro percorso nel materiale, come se la luce fosse incanalata attraverso un tubicino. Quando più raggi laser sono proiettati nel materiale, questi interagiscono fra loro, influenzando la loro intensità.
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