A Bologna nasce Tek, nuovo distretto dell'innovazione digitale, tra i quartieri San Donato e Bolognina. Con una superficie di 277 ettari, il Tek si sviluppa lungo l'asse di via Stalingrado, tra porta Mascarella e la Dozza. Su quest'area convergono già più di un miliardo di investimenti pubblici e si stimano investimenti privati potenziali di eguali dimensioni.
Nella zona sono già presenti la Fiera, Hera e Unipol, Legacoop, Confcooperative, Cna, Unioncamere, oltre alla sede della Regione Emilia-Romagna e al Tecnopolo. Poco distante si trovano l'ex Caserma Sani e le Officine Casaralta e altre aree in disuso. In tutto si tratta di 210 ettari di aree da riqualificare, che fanno di Tek il più importante progetto di rigenerazione urbana a Bologna dal dopoguerra.
Tanti i progetti per la zona, c'è il nuovo polo dell'intrattenimento e della cultura, a partire dal nuovo ingresso di piazza della Costituzione, che ospiterà il nuovo padiglione polifunzionale, un'arena sportiva, spazi commerciali, culturali e ricreativi, progettati dallo studio Mca di Mario Cucinella. Più a nord, proprio di fronte al Tecnopolo, nascerà un nuovo 'Villaggio dell'innovazione digitale', che accoglierà nuovi insediamenti di imprese, centri di ricerca e residenze.
Parte integrante del masterplan è anche la riqualificazione del Parco Nord, che restituirà alla città più di 50 ettari di parco urbano e una rinnovata Arena Joe Strummer da 25mila posti. Nelle vicinanze nascerà l'Energy Park di Hera che tiene insieme investimenti nelle energie rinnovabili, tutela della biodiversità e Missione Clima 2030.
Il piano di riqualificazione dell'area prevede anche la progressiva trasformazione di via Stalingrado - vera e propria spina dorsale di Tek - in un green boulevard europeo.
L'obiettivo è di ridurre del 40% le emissioni prodotte dalla mobilità, di 10 gradi la temperatura del suolo nel periodo estivo e realizzare più di 6.000 metri quadrati di nuovi spazi verdi e permeabili.
Per realizzare tutti questi obiettivi è stato formato un gruppo di lavoro congiunto tra Comune di Bologna e Regione Emilia-Romagna e più recentemente è stato istituito un tavolo di lavoro con il ministero dell'Università e della Ricerca.
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