BRUXELLES - "Siamo leali al governo ma non rinunceremo a nulla di ciò che riguarda i nostri valori, sull'Europa non si tratta e Forza Italia è europeista e atlantista". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del summit del Ppe, rispondendo alle domande sulle polemiche per le parole di Giorgia Meloni sul Manifesto di Ventotene e sulla posizione della Lega. Sull'europeismo della premier Tajani ha precisato di non avere dubbi. "Se fosse un governo anti-Ue non ne farei parte, le posizioni di Meloni sono pro-Europa", ha sottolineato, spiegando, rispetto alla posizione della Lega, che la posizione di Forza Italia è "per l'esercito comune Ue".
Il piano di Kallas che punta a mobilitare fino a 40 miliardi di euro per l'Ucraina, "credo che sarà un piano facoltativo, accessorio" rispetto alla strategia di Ursula von der Leyen, ha detto Tajani ai giornalist. "Noi guardiamo a quella, mi sembra che serva una strategia" complessiva, "non iniziative", ha aggiunto. "E bisogna guardare anche al fianco Sud, non solo a quello Est", ha proseguito.
Attivare i prestiti del ReArm Europe "non è un rischio troppo grosso", ha proseguito. "Certamente non useremo assolutamente i fondi di coesione, tant'è che siamo riusciti a ottenere che l'utilizzo sia volontario e noi non lo useremo, poi valuteremo tutto ciò che si può fare anche pensando agli investimenti dei privati", ha continuato "Certamente dobbiamo rinforzare la nostra sicurezza: ora l'obiettivo è quello di arrivare al 2% del Pil per rispettare gli impegni Nato, poi la Nato ci chiederà di fare ancora di più", ha spiegato.
"Escludere gli Stati Uniti dai progetti comuni per l'industria della difesa europea? Bisogna valutarlo, noi dobbiamo anche tenere presente che siamo parte della Nato: sono favorevole a sviluppare l'industria della difesa in Europa, però credo che escludere ogni rapporto con l'industria della difesa americana sia un errore", ha detto interpellato sulle restrizioni proposte nel piano ReArm Europe.
Il ministro ha ribadito il concetto dell'importanza di rafforzare la sicurezza e la difesa europea senza tuttavia dimenticare la dimensione Nato. "Ribadiamo l'importanza fondamentale di relazioni transatlantiche: in un confronto globale che non è soltanto quello militare ma è geostrategico, noi dobbiamo continuare a lavorare insieme, parlando, discutendo, confrontandoci e più l'Europa è unita e forte, più si può trovare un accordo solido", ha spiegato.
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