Una risposta in due fasi, rapida ma ponderata, da mettere in campo entro fine mese. L'Europa si prepara a quello che potrebbe essere il giorno più buio dei rapporti commerciali con gli Usa negli ultimi anni. Lo sguardo è puntato alla Casa Bianca e all'annuncio di Donald Trump. Ma sui tavoli della Direzione Generale Trade di Palazzo Berlaymont ci sono già le stime delle possibile perdite per l'economia europea. Con le eventuali ritorsioni da mettere in campo, a seconda della pesantezza dei dazi imposti da Washington.
"Una risposta ci sarà, e sarà al momento opportuno", è stata la linea tracciata dalla Commissione, in attesa del presidente americano. La risposta dell'Ue si dislocherà su due binari, uno politico e l'altro commerciale. Quanto al primo, Bruxelles ribadirà ciò che, nelle ultime settimane ha già spiegato più volte la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen: i dazi fanno male a tutti, sono ingiustificati e vanno a intaccare delle relazioni commerciali solidissime, come quelle transatlantiche. Allo stesso tempo l'Europa non chiuderà la porta al dialogo. Il commissario al Commercio e alla Sicurezza Economica Maros Sefcovic non ha mai interrotto i contatti con Washington, dove non è escluso che torni nei prossimi giorni. Anzi, a Bruxelles sta emergendo una convinzione: i dazi - e i contro dazi - sono solo il punto di partenza dei futuri negoziati tra Ue e Usa.
Sul piano commerciale la questione si complica. La Commissione, a quanto si apprende, sta preparando una risposta che sia innanzitutto equilibrata tra i Paesi membri, tentando di bilanciare al meglio gli effetti collaterali che deriveranno dai contro dazi a prodotti e servizi americani. Il piano, come anticipato dal governo francese, è che la risposta sia in due fasi. Dapprima, la Commissione farà scattare i contro dazi su alluminio e acciaio. La sospensione, che scade il 13 aprile, non sarà prorogata. Poi, entro fine aprile, Bruxelles dovrebbe mettere in campo la sua reazione ai dazi legati al cosiddetto "giorno della liberazione dell'America".
In questo senso, decisivo potrebbe essere il Consiglio Ue Commercio che si terrà lunedì a Lussemburgo. E dove le spaccature tra i 27 sull'intensità della risposta da mettere in campo potrebbero emergere in tutta la loro gravità. L'unità europea nella risposta a Washington, per von der Leyen, è un elemento chiave. Anche per questo la presidente della Commissione, in vista dell'annuncio di Trump, ha intensificato i suoi contatti con i leader europei, Giorgia Meloni inclusa. L'obiettivo è far fronte alle richieste che provengono dalle capitali, provando a non scontentare nessuno. O meglio, a scontentare tutti nella stessa misura. In questo senso la Commissione probabilmente accompagnerà ai contro dazi un piano per un sopporto nel breve termine ai comparti economici più colpiti. A partire da quelli dell'agroalimentare.
Von der Leyen, in ogni caso, può contare sul sopporto dei partiti europeisti e dalla grande maggioranza dei governi, tutti convinti, o rassegnati, ad una risposta che sia "adeguata". E anche chi non è più nell'Unione, come il premier britannico Keir Starmer, si è detto "pronto ad ogni eventualità". La replica ufficiale dell'Ue sarà diffusa mentre i vertici comunitari sono diretti in Uzbekistan, per il summit con gli Stati dell'Asia Centrale. La diversificazione dei partner è ormai un punto essenziale di un'Europa che non potrà più, in ogni caso, contare sul suo più stretto alleato come un tempo.
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