Si è tenuta oggi a Trieste, presso la Risiera di San Sabba, la celebrazione della Giornata della memoria. Presenti circa 300 persone e rappresentanze delle associazioni di deportati e perseguitati politici, partigiani, reduci e sindacati. Ad ascoltare la cerimonia anche alcune classi delle scuole superiori.
Fra le autorità presenti, la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, il vicepresidente del Consiglio regionale Paride Cargnelutti, i sindaci dei comuni della provincia.
Nel suo discorso, Dipiazza ha definito la Shoah "una tempesta devastante: l'Olocausto ha travolto il destino di un popolo, ha segnato la storia del Novecento, è stato uno dei punti più bassi raggiunti dall'essere umano. Tra queste mura l'uomo ha ricordato che la comunità ebraica è da sempre protagonista della crescita economica, culturale e sociale della nostra città". La chiusura è stata dedicata ai giovani: "Cari ragazzi, custodite con cura la memoria e usatela come un faro per costruire un futuro migliore". Il sindaco di San Dorligo della Valle-Dolina, Sandi Klun, si è invece chiesto "come sia potuto accadere che uomini abbiano messo in atto genocidi pianificati in nome di un'ideologia distorta che ha portato milioni di vittime".
La cerimonia è continuata con la consegna di due medaglie d'onore della Presidenza della repubblica ai congunti dei deportati Ludovico Coretti Comar e Edoardo Goruppi. I riti religiosi sono stati officiati dall'arcivescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi, dal rabbino Ariel Haddad, dal padre serbo ortodosso Rasko Radovic e dal pastore protestante Michele Gaudio. Invitando all'impegno "per la vita e per la pace", Crepaldi ha evidenziato che "qui ha preso corpo la sopraffazione dell'uomo sull'uomo, qui si è dispiegata un'ideologia di morte, qui si sono viste umiliazioni degradanti e spaventose".
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