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Ex direttore Sissa compie 90 anni, 'ricerca ascolti società'

Ex direttore Sissa compie 90 anni, 'ricerca ascolti società'

Amati arrivò nel 1986 dal Cern. 'Pandemia ha cambiato bisogni'

TRIESTE, 10 agosto 2021, 15:36

Redazione ANSA

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(di Alice Fumis) Il suo impegno per la ricerca non si è mai fermato. Il suo studio è al quinto piano dell'edificio.
    Ha ricominciato a frequentarlo costantemente, dopo uno stop forzato dovuto al lockdown. "Ho avuto tante vite diverse, ma quella di Trieste mi è piaciuta particolarmente. E infatti sono qui da quasi 40 anni...". Comincia così il racconto di Daniele Amati, fisico e già direttore della Scuola internazionale superiore di studi avanzati (Sissa) di Trieste, alla vigilia dei suoi 90 anni. Una carriera di studi e scoperte, ben inserita all'interno di una comunità scientifica che ora deve fare i conti con una pandemia. "Oggi, in un momento così difficile, la ricerca deve saper ascoltare i bisogni della società", avverte.
    E' il 1986 quando Amati lascia il suo impiego al Cern per scommettere sulla Sissa, istituto di cui è stato direttore fino al 2001 e innovatore. Nato a Roma l'11 agosto 1931, allo scoppio della Seconda Guerra mondiale Amati abbandona l'Italia alla volta dell'Argentina, dove crescendo intraprende gli studi di fisica. Impara meccanica quantistica da Richard Feynman, incontra Enrico Fermi alla Les Houches School nel 1954 e tiene un seminario davanti a Lev Landau a Mosca. "Ho tanti ricordi - sorride Amati - sono state persone straordinarie, molto diverse l'una dall'altra e mi hanno lasciato un'influenza importante.
    Feynman era scintillante, vivacissimo. Fermi più posato, tranquillo, sicuro. Ci sono molti modi per essere geniali nella scienza, questi erano entrambi geniali".
    Al Cern arriva nel 1959: una borsa di studio gli apre le porte della Divisione Teorica dell'Organizzazione, di cui diventa poi direttore per un triennio. Durante l'esperienza in Svizzera, tra le altre cose, contribuisce allo sviluppo del modello dei poli di Regge e, nei primi anni '70, sviluppa la cosiddetta teoria dei campi di "Reggeonica", fino al punto di ottenere previsioni, confermate sperimentalmente, sul raggio del protone. Ma sono vari gli ambiti esplorati. E tanti da esplorare ancora, sottolinea. Soprattutto in un momento difficile come quello attuale. "Tutta la ricerca scientifica è stata fortemente colpita da questa pandemia, bisogna ripartire, tenendo conto delle necessità. La pandemia ha lasciato una situazione sociale molto difficile, ora bisogna capire il modo migliore in cui la scienza può avvicinarsi ai problemi della società. Sarà opportuno tenere i piedi per terra e capire come andare incontro ai bisogni che sorgeranno senz'altro". Occorre, puntualizza, "avere la mente molto aperta e soprattutto ascoltare, per riuscire a capire come gli sviluppi scientifici possono integrarsi con gli sviluppi umani e sociali in questo mondo globalizzato, dove tutto è connesso".
    Il traguardo dei 90 anni è anche un'occasione per ripensare al passato e ai momenti più entusiasmanti della carriera.
    "Difficile sceglierne uno: lo sono stati tutti i momenti in cui l'obiettivo scientifico che ci ponevamo all'interno del gruppo di lavoro veniva raggiunto. Il fatto di avere conferma del proprio entusiasmo è eccezionale. Non solo nella ricerca - conclude - ma in tutti gli altri ambiti".
   

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