I "passi avanti fatti in questo
confine, macchiato dal sangue e dalla sofferenza, devono essere
contraddistinti da due fattori fondamentali. Il primo è quello
della verità. Non esiste pacificazione senza verità. E la verità
non può nascondere vittime innocenti, persecuzioni di donne,
uomini e bambini, omicidi di civili inermi a opera dei comunisti
titini. Perché se non si chiamano i fatti con il loro nome e si
continuano ad alimentare discorsi che alimentano il
negazionismo, il revisionismo, continuiamo in realtà ad
alimentare l'odio. Chi nega, chi riduce, vuole odiare e
alimentare l'odio". Lo ha affermato il presidente del Friuli
Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, intervenendo alla
cerimonia per il Giorno del Ricordo alla foiba di Basovizza.
"Il secondo fattore fondamentale - ha quindi aggiunto - è la
consapevolezza delle nostre radici, che sono radici profonde,
che si sono alimentate anche del sangue dei martiri di questa
terra. Radici profonde che ci devono dare la consapevolezza
della forza, della nostra storia e della nostra identità".
Secondo Fedriga, "un albero con radici profonde è un albero
che con il vento rimane in piedi, un albero con poche radici è
un albero che ha paura di cadere. E chi ha paura si confronta
con l'odio e la forza. Chi è consapevole della propria forza si
confronta con l'autorevolezza. E allora rispetto alle scritte"
vandaliche apparse all'ingresso della foiba nei giorni scorsi
"noi dobbiamo confrontarci con l'autorevolezza e con l'orgoglio.
A quell'odio rispondiamo con l'orgoglio di ciò che siamo, di chi
si è sacrificato per questa terra, di chi non soltanto deve ma
vuole ricordare".
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