Doveva essere il giorno del giudizio
(del Coni), e invece sarà quello del "buonsenso". Quello
richiesto dal sottosegretario con delega allo sport, Giancarlo
Giorgetti, che nel dare "sostegno" alla candidatura italiana per
le Olimpiadi invernali del 2026, aveva chiesto qualche giorno in
più di tempo al Coni per "riflettere attentamente" sul nome
della città da candidare tra Cortina, Milano e Torino, in base a
una serie di paletti contemplati dal Governo come sostenibilità
economica, ambientale e legacy.
Così sarà, perché la Giunta del Coni di domani (posticipata
per i funerali di Vanzina) e il Consiglio nazionale che ne
seguirà (preceduto da un pre-consiglio oggi) non diranno certo
il nome della città preferita dal Coni. Si parlerà quasi
esclusivamente di Olimpiadi, ma ancora più probabilmente si
prenderà tempo, per valutare a fondo la città prestabilita da
sottoporre al vaglio del Governo e poi candidare ufficialmente
al Cio a settembre; probabile che venga istituita una
mini-commissione di Giunta che possa valutare a fondo prima di
una nuova riunione ufficiale che presumibilmente non si terrà
prima di fine luglio. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, teme
addirittura a fine estate: "Io non sono affatto ottimista sul
fatto che prenderà una decisione, temo che si andrà a finire a
settembre - ha spiegato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a
margine della presentazione della MovieWeek -. E' una mia
impressione, spero di sbagliare, ma temo un po' l'impasse tra il
Coni e il governo". Vantando l'appoggio del presidente della
Federsci internazionale, Gian-Franco Kasper, il primo cittadino
di Milano ritiene che il capoluogo lombardo, se candidato,
avrebbe "la strada spianata", ma tende la mano verso la sindaca
di Torino Appendino e rilancia un binomio condiviso, che
renderebbe "fortissima" l'eventuale candidatura di Milano come
sede per i Giochi "con uno spazio è Torino". Ma dal Piemonte,
Appendino non ne vuole sapere e il terreno di scontro, più che
sportivo o tecnico, ormai è diventato politico, in un braccio di
ferro tra Lega e Cinque Stelle. Non è dello stesso avviso di
Sala neanche il presidente della Regione Piemonte, Sergio
Chiamparino: "La nostra candidatura alle Olimpiadi è la più
forte per una ragione molto semplice, perché è quella che
riflette meglio i criteri che ha sempre dato il Cio".
Il Consiglio nazionale del Coni di domani non affronterà
soltanto il tema olimpico, ma anche quello relativo alla licenza
dei nuovi principi informatori per le Federazioni. Su tutte,
spicca la norma che abolisce di fatto il 2% di diritto di voto
agli arbitri. Non ultimo, si attendono novità anche sul fronte
della Federcalcio commissariata, con le componenti pro-voto che
sperano ancora nell'indizione delle elezioni federali. I quattro
delegati della Figc hanno già inviato una lettera di diffida a
Fabbricini chiedendo di indire elezioni entro il 31 luglio; oggi
la stessa richiesta e' stata comunicata via pec dall'avvocato
Giancarlo Viglione a Malago', chiedendo di portarla
all'attenzione della Giunta. Tante le ipotesi, compresa quella
che gia' domani il commissariamento della federcalcio venga
prorogato.
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