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Cucchi: Cassazione, Mandolini era a conoscenza del pestaggio

Cucchi: Cassazione, Mandolini era a conoscenza del pestaggio

Depositate motivazioni su prescrizione reato di falso

ROMA, 21 dicembre 2023, 17:23

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Quando scrisse il verbale "il maresciallo dei carabinieri Roberto Mandolini era a conoscenza che i carabinieri Di Bernardo e D'Alessandro si erano resi autori del pestaggio di Stefano Cucchi" in una sala della caserma Casilina. E' quanto affermano i giudici di Cassazione nelle motivazioni della sentenza con cui, nell'ottobre scorso, hanno dichiarato prescritto il reato di falso per Mandolini e il carabiniere Francesco Tedesco in uno dei filoni dell'indagine sulla morte di Cucchi. I giudici della Suprema Corte hanno annullato senza rinvio, riconoscendo il reato estinto per prescrizione, in relazione alla sentenza di appello bis che aveva inflitto tre anni e sei mesi a Mandolini e due anni e 4 mesi a Tedesco. Quest'ultimo è il militare dell'arma che con le sue dichiarazioni aveva fatto riaprire le indagini. I giudici scrivono che i "ricorsi dei due imputati non sono affetti da inammissibilità, anche in ragione del fatto che le doglianze di cui si compongono non possono dirsi manifestamente infondate.
    Questo preliminare rilievo comporta l'obbligo di prendere atto che il reato in contestazione, commesso il 16 ottobre 2009, è ormai estinto per prescrizione". La Cassazione cita la sentenza di secondo grado affermando che la Corte di assise di appello "ha arricchito il novero dei riscontri con il richiamo alle deposizioni testimoniali del piantone Colicchio. Questi ha riferito che al momento della presa in consegna dell'arrestato Cucchi, l'appuntato scelto Nicolardi gli consegnò un biglietto con il numero di telefono cellulare personale del maresciallo Mandolini, con l'invito ad informare direttamente e personalmente il maresciallo delle condizioni di salute dell'arrestato per l'ipotesi in cui fossero insorte complicanze.
    Si trattò - aggiunge la Cassazione - di un accorgimento rivelatore del fatto che Mandolini sapeva della violenza patita dall'arrestato ad opera dei carabinieri in forza alla sua Stazione, proprio come dichiarato dall'imputato Tedesco".
   
   

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