"Ci siamo costituiti parte civile
perchè pensiamo che sia importante fare giustizia, e soprattutto
che si metta in movimento tutto ciò che è necessario affinchè si
cambi il modello di fare impresa, in modo tale che episodi di
questa natura non possano più avvenire". Sono le parole
pronunciate dal segretario generale della Cgil Maurizio Landini
davanti il tribunale di Latina, dove si è appena aperto il
processo per la morte di Satnam Singh, il bracciante indiano che
ha perso la vita dopo esser stato abbandonato agonizzante senza
un braccio davanti casa dal suo datore di lavoro, dopo un
incidente mentre lavorava nei campi.
"Questo vuol dire applicare seriamente le leggi che ci sono,
senza inventare niente di nuovo. Da questo punto di vista,
crediamo che sia un messaggio affinchè sul territorio tutti
facciano la loro parte. Lo abbiamo sempre detto: non pensiamo
che questo sia un caso isolato, ed è un errore pensare che si
risolva il problema con questo processo. Tuttavia, quest'ultimo
è in grado di mettere in campo un elemento di cambiamento reale.
I dati che continuiamo a verificare sulla salute e la sicurezza
sono negativi, e anche quelli che riguardano caporalato, lavoro
nero e sfruttamento non stiamo vedendo l'inversione di tendenza
che sarebbe necessaria".
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