Una centrale dello spaccio messa in piedi dagli ultrà nei bagni dell'Olimpico di Roma, in curva Sud.
A smerciare cocaina, secondo gli inquirenti, erano alcuni tifosi e tra loro anche un minorenne. Sono in tutto sei gli indagati, accusati di aver organizzato una filiera del traffico, fino alla vendita delle dosi allo stadio in occasione delle partite. La Digos ha notificato il decreto di fissazione interrogatorio, disposto dal gip per tre esponenti del Gruppo Quadraro, che occupa la parte centrale del secondo anello della curva. Nei confronti dei tre e di altrettanti esponenti dello stesso gruppo ultrà sono state effettuate anche perquisizioni.
Le dosi di cocaina passavano per la toilette, luogo in cui gli ultrà gestivano il trasporto della sostanza stupefacente, che correva poi lungo le direttrici della consegna, della detenzione, fino alla vendita al dettaglio durante i match della Roma all'Olimpico. Le indagini, condotte dalla polizia e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura e dalla Digos capitolina, hanno riguardato numerosi incontri di calcio disputati dalla squadra giallorossa nel 2024 allo stadio Olimpico, da gennaio fino a maggio dello scorso anno.
Nuovi sviluppi arrivano anche sulle curve del Meazza, dopo la maxi inchiesta della procura di Milano. L'ispettore della squadra mobile milanese, sentito come testimone nel processo a carico di tre ultrà rossoneri indagati, ha rivelato altri dettagli sull'ex capo della curva Sud, Luca Lucci: mentre stava avviando il "progetto imprenditoriale" con il rapper Fedez per la vendita della sua bibita Boem a San Siro, Lucci "costituiva anche una società per occuparsi della sicurezza" di alcuni vip dello stessa scena musicale.
A quanto emerso, "Lucci aveva già assegnato uno dei suoi uomini, cioè Hagag Islam, in arte Alex Cologno, a Lazza in occasione di Sanremo 2024. Contemporaneamente - ha spiegato l'agente - affida Christian Rosiello alla sicurezza di Fedez. Ci sono diversi rapper entrati in contatto con questa società: Tony Effe, Cancun, Capo Plaza, Lazza, Emis Killa".
Nel processo a carico dell'ex bodyguard di Fedez - imputato insieme con Francesco Lucci, fratello di Luca, e Riccardo Bonissi - sono stati poi mostrati i filmati dell'aggressione avvenuta nell'aprile 2024 nei confronti del personal trainer Cristiano Iovino. Nelle immagini si vedono, tra gli altri, il rapper milanese e Rosiello. "Una signora - ha spiegato il testimone - riferisce di aver sentito delle minacce: 'Devi chiedere scusa, sennò torniamo e ti ficchiamo una pallottola in testa'".
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