"A Palermo e Castellamare di Stabia
la Fincantieri ha, come previsto dal contratto, anticipato la
cassa integrazione ordinaria ai lavoratori mentre 17 operai di
Riva Trigoso sono rimasti senza un euro". Così i rappresentanti
sindacali dei lavoratori Fincantieri di Riva Trigoso hanno
contestato oggi i vertici aziendali nel corso delle assemblee
svoltesi sui tre turni di lavoro. "La cassa integrazione
ordinaria di norma viene anticipata dalla proprieta' a meno che
non vi siano palesi difficolta' finanziarie - dice Sergio Ghio
segretario comprensoriale della Fiom -. Nel caso di Riva Trigoso
sono calpestati anche i diritti piu' elementari. E' in atto un
disegno della Fincantieri di liberalizzare la mobilita'
spostando a suo piacimento lavoratori in giro per l'Italia a
seconda dei carichi di lavoro. Noi diciamo che 600 lavoratori di
ditte esterne e 500 dipendenti diretti non possono rappresentare
il futuro dello stabilimento militare rivano''.
All'attacco della dirigenza Fincantieri anche il Movimento 5
Stelle della Liguria. "Siamo di fronte a un paradosso
inaccettabile e pericoloso: in un'azienda in cui non mancano
certo le commesse, la dirigenza appalta il lavoro a ditte
esterne, mettendo i propri dipendenti in cassa integrazione, con
tanto di beffa in busta paga - afferma Fabio Tosi, portavoce del
MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria, commentando lo sciopero
dei lavoratori Fincantieri di Riva Trigoso per il mancato
anticipo delle quote spettanti all'Inps ai lavoratori posti in
Cig - Il mancato anticipo di cassa da parte dell'azienda
rappresenta un caso più unico che raro in una realtà, come
Fincantieri, ben lontana da venti di crisi o procedure
fallimentari". Alla base del mancato anticipo, secondo
l'azienda, ci sarebbe un presunto mancato accordo. "Un'assoluta
ipocrisia - dichiara Tosi - Se questa è la loro giustificazione,
ci troviamo di fronte a un atto di rappresaglia politica bello e
buono. Un atteggiamento inconcepibile da parte dei vertici di
un'azienda il cui azionista di maggioranza, alla fine della
filiera, è il governo, il quale nomina direttamente i dirigenti.
L'azienda torni ad investire sui lavoratori di Fincantieri e ad
assumere con veri contratti a tempo indeterminato e non con le
nuove formule del Jobs Act che non garantiscono alcuna certezza
di reddito. E lo faccia in tempi brevi, prima dell'entrata in
vigore della Legge Navale, attesa per fine primavera".
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