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Fincantieri non anticipa "cassa", protesta a Riva Trigoso

Fincantieri non anticipa "cassa", protesta a Riva Trigoso

M5S: azienda in salute ma lavoratori a casa, un paradosso

GENOVA, 31 marzo 2016, 19:37

Redazione ANSA

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"A Palermo e Castellamare di Stabia la Fincantieri ha, come previsto dal contratto, anticipato la cassa integrazione ordinaria ai lavoratori mentre 17 operai di Riva Trigoso sono rimasti senza un euro". Così i rappresentanti sindacali dei lavoratori Fincantieri di Riva Trigoso hanno contestato oggi i vertici aziendali nel corso delle assemblee svoltesi sui tre turni di lavoro. "La cassa integrazione ordinaria di norma viene anticipata dalla proprieta' a meno che non vi siano palesi difficolta' finanziarie - dice Sergio Ghio segretario comprensoriale della Fiom -. Nel caso di Riva Trigoso sono calpestati anche i diritti piu' elementari. E' in atto un disegno della Fincantieri di liberalizzare la mobilita' spostando a suo piacimento lavoratori in giro per l'Italia a seconda dei carichi di lavoro. Noi diciamo che 600 lavoratori di ditte esterne e 500 dipendenti diretti non possono rappresentare il futuro dello stabilimento militare rivano''.
    All'attacco della dirigenza Fincantieri anche il Movimento 5 Stelle della Liguria. "Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile e pericoloso: in un'azienda in cui non mancano certo le commesse, la dirigenza appalta il lavoro a ditte esterne, mettendo i propri dipendenti in cassa integrazione, con tanto di beffa in busta paga - afferma Fabio Tosi, portavoce del MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria, commentando lo sciopero dei lavoratori Fincantieri di Riva Trigoso per il mancato anticipo delle quote spettanti all'Inps ai lavoratori posti in Cig - Il mancato anticipo di cassa da parte dell'azienda rappresenta un caso più unico che raro in una realtà, come Fincantieri, ben lontana da venti di crisi o procedure fallimentari". Alla base del mancato anticipo, secondo l'azienda, ci sarebbe un presunto mancato accordo. "Un'assoluta ipocrisia - dichiara Tosi - Se questa è la loro giustificazione, ci troviamo di fronte a un atto di rappresaglia politica bello e buono. Un atteggiamento inconcepibile da parte dei vertici di un'azienda il cui azionista di maggioranza, alla fine della filiera, è il governo, il quale nomina direttamente i dirigenti.
    L'azienda torni ad investire sui lavoratori di Fincantieri e ad assumere con veri contratti a tempo indeterminato e non con le nuove formule del Jobs Act che non garantiscono alcuna certezza di reddito. E lo faccia in tempi brevi, prima dell'entrata in vigore della Legge Navale, attesa per fine primavera".
   

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