Non ricorda più nulla padre Lorenzo
Zamperin, frate di Chiavari che nel 1996 raccolse le confidenze
della madre di Marco Soracco sull'omicidio di Nada Cella. La
giovane segretaria venne uccisa nello studio del commercialista
dove lavorava. Il religioso, sentito dalla pm Gabriella Dotto
quattro anni fa, aveva detto che la madre di Soracco subito dopo
il delitto era andata da lui e gli aveva detto che "era
impossibile che fosse stato il figlio perché Nada era stata
uccisa da una donna, poco seria e che conosceva, che si sarebbe
invaghita del figlio". Inoltre, le era stato consigliato di non
dire nulla per proteggere proprio il figlio. Oggi in aula, al
processo a carico di Anna Lucia Cecere (secondo la procura
l'assassina che uccise Nada per gelosia), il frate non ha
ricordato nulla salvo dire che "quattro anni fa ho detto quello
che ritenevo vero in quel momento". Una testimonianza che ha
fatto arrabbiare non poco la sorella di Nada, Daniela, per la
seconda volta in aula.
Dopo padre Zamperin sono stati sentiti una cliente di
Soracco, Giuseppina Vaio, che quel giorno chiamò più volte in
studio la mattina. "Prima non mi rispose nessuno. Poi una donna
che mi disse che avevo sbagliato numero. Aveva una voce
concitata. Come se fosse stata disturbata durante una cosa
importante. Quando richiamai un'altra volta mi rispose Soracco
che mi disse: 'ci sentiamo in un altro momento perché hanno
aggredito la mia segretaria'. Pensai a una rapina sul momento".
Poi è stata la volta di due amiche di Nada: Deborah Pagliughi e
Sabrina Mariani. "Nada non amava quel lavoro - hanno spiegato
entrambe - voleva andarsene via e forse Soracco lo aveva
intuito. Non ci parlò di avere scoperto strani giri in quello
studio. Sapevamo che aveva ricevuto un mazzo di fiori e che dopo
una settimana lui l'aveva invitata a uscire. Anche la madre di
lui continuava a insistere per farli frequentare. Ma Nada
addirittura usava uno sgrassatore in ufficio per pulire tutto
quello che lui toccava. Non ci parlò mai di Anna Lucia Cecere".
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