Sono cominciati stamani a Cevo (Brescia) gli accertamenti dei periti nominati dalla Procura di Brescia sulla croce di Job crollata lo scorso 24 aprile uccidendo il giovane Marco Gusmini. Si tratta di accertamenti irripetibili sulla struttura in legno disposti dal pubblico Ministero Katy Bressanelli che ha iscritto nel registro degli indagati 13 persone per omicidio colposo. La vittima, affetto da una leggera disabilità motoria, era in gita con i compagni dell'oratorio di Lovere (Bergamo) quando la croce è crollata, dopo alcuni scricchiolii. E' per questo che, probabilmente, dopo i rumori, il ragazzo non era riuscito a fuggire in tempo, come invece, i suoi compagni ed era rimasto schiacciato dalla pesante croce.
L'area teatro della tragedia dal 24 aprile è sotto sequestro, come voluto dal pubblico ministero Katy Bressanelli, la quale ha ora disposto una serie di accertamenti irrepetibili sul manufatto per accertare la dinamica del crollo e verificarne le cause. Da qui, la decisione di iscrivere i 13 nel registro degli indagati. Gli accertamenti, stando alla Procura di Brescia, dovranno essere effettuati in tempi brevi a causa delle condizioni di degrado del legno della croce.
Nei prossimi giorni la scultura di Job potrebbe essere trasferita in un magazzino per agevolare il lavoro dei periti nominati dal pubblico ministero Bressanelli. Tra i 13 indagati per omicidio colposo ci sono, tra gli altri, l'ex sindaco di Cevo Mauro, Giovanni Bazzana, l'attuale primo cittadino del paese della Vallecamonica, Silvio Citroni, e monsignor Ivo Panteghini, ex direttore del Museo diocesano e don Filippo Stefani, parroco di Cevo. Risultano sottoposti ad indagini anche gli esponenti dell'associazione "Croce del Papa" e tecnici comunali di Cevo. Persone che, a vario titolo, nel tempo, hanno promosso e gestito il trasferimento della croce di Job, costruita per la vista di Giovanni Paolo II allo stadio di Brescia nel 1998 e trasferita in Vallecamonica nel 2005.
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