Non due ordigni incendiari, bensì batterie per bici elettriche. E' quanto è stato accertato dalla Digos di Milano coordinata dal responsabile dell'antiterrorismo Alberto Nobili, nell'indagine a sul pacco sospetto ritrovato questa mattina in via Larga. A portare inquirenti e investigatori a capire che la vicenda è stata un equivoco, da quanto si apprende, sarebbe stata la scritta in arabo riportata sullo stesso pacco: la sua traduzione esatta non è "scatta tra 3 minuti" ma "scarica in 3 minuti". La conferma è arrivata anche dalle persone sentite dagli agenti.
L'equivoco è emerso dopo che la Digos ha sentito alcune persone, tra cui l'intestatario del numero di telefono scritto sul biglietto vicino alla scritta in arabo a cui inizialmente è stato attributo un significato diverso da quello reale. Da quanto si è saputo, in sostanza, stamane un dipendente di un negozio di materiale elettrico, mentre si recava in bicicletta in un centro specializzato per riparare le batterie consegnate al suo titolare da due clienti, ha combinato un pasticcio. Arrivato in via Larga ne ha persa una per strada che ha preso fuoco. Dopo di che l'uomo, terrorizzato, è fuggito abbandonando anche l'altra batteria, ossia quella con la scritta e il numero di cellulare.
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