Aumenta il numero di donne e
immigrati che chiedono aiuto alla Caritas Ambrosiana. Lo rileva
il Rapporto sulle povertà nella diocesi ambrosiana redatto sui
dati del 2022 su circa 15 mila persone (+5,1% rispetto al 2021),
aiutate dai centri d'ascolto territoriali.
Il campione preso in esame è caratterizzato da una prevalente
e crescente presenza di donne (61,4%, +14,5% rispetto al 2021) e
di immigrati (60,9%, +12,7% rispetto al 2021, soprattutto a
causa del forte afflusso di profughi ucraini).
La situazione occupazionale vede ancora prevalere le persone
disoccupate (51,8% del totale degli aiutati), ma in espansione è
il segmento degli occupati (23,3%, valore aumentato del 58,2%
negli ultimi 7 anni). Ciò spiega perché sempre meno chi accede a
un centro d'ascolto chieda un lavoro, e sempre più spesso
segnali problemi di reddito (69,3% degli utenti, il dato più
alto mai registrato in diocesi da quando le rilevazioni sono
sistematizzate).
"L'impoverimento generale, l'aumento di immigrati tra le
persone che chiedono aiuto, la femminilizzazione della platea
degli ascoltati e aiutati, la conferma e anzi l'ampliamento
della presenza, tra chi non ce la fa, di persone che lavorano,
le difficoltà delle famiglie con figli minori: sono traiettorie
di evoluzione dell'area di povertà che occorre tenere
monitorate", ha osservato Luciano Gualzetti, direttore di
Caritas Ambrosiana.
Che la presenza di minori rischi di peggiorare le condizioni
di vita della famiglia lo dimostra il fatto che l'87,1% dei
nuclei con minori che si rivolgono a Caritas ha problemi di
reddito. Inoltre il 18,2% dei nuclei con minori ha problemi
abitativi.
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