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Carceri: 'Delitto e castigo' riletto dai detenuti di Opera

Carceri: 'Delitto e castigo' riletto dai detenuti di Opera

Serata com Paolo Nori, tra i massimi studiosi di Dostoevskij

MILANO, 26 gennaio 2024, 14:45

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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"E tra tutti gli interrogativi che dopo quest'esperienza continueranno ad accompagnarmi per un bel po', ce n'è uno in particolare per il quale, mio malgrado, non riesco a trovare neanche un principio di risposta: dove si trova il coraggio di non lasciarsi incattivire dal dolore?". E' la domanda che rimane dopo l'esperienza di una studentessa in Giurisprudenza che ha partecipato al percorso con i detenuti dei circuiti di Alta e Media sicurezza del carcere milanese di Opera, appartenenti al "Gruppo della Trasgressione" che per cinque sere, da novembre a ieri, hanno scavato nel loro animo stimolati dalla lettura di "Delitto e castigo" di Fëdor Dostoevskij.
    Ieri hanno voluto "restituire" il risultato della loro esperienza al pubblico nel teatro del penitenziario diretto da Sergio Di Gregorio dove si è svolto "Aula Dostoevskij, Delitto e castigo nel carcere di Opera"; appuntamento a cui ha partecipato uno dei massimi conoscitori del romanziere russo, lo scrittore Paolo Nori.
    Il percorso è stato animato dallo psicoterapeuta Angelo Aparo e dal pm Francesco Cajani e ha visto partecipare, oltre ai detenuti, studenti universitari di Giurisprudenza, a magistrati come l'ex pm capo dell'antiterrorismo Alberto Nobili, e famigliari delle vittime di reato come Paolo Setti Carraro (fratello di Emanuela, uccisa nel 1982 con il marito, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa) e Marisa Fiorani (madre di Marcella, uccisa dalla Sacra Corona Unita per impedirle di testimoniare in un processo). Insieme avevano dato forma ad una ri-lettura collettiva di "Delitto e castigo" guidata dal docente di letteratura russa Fausto Malcovati.
    Un'esperienza simile, "Conflitti della famiglia Karamazov", è previsto a breve anche nel carcere di Bollate.
   

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