A Milano non è la disoccupazione il
problema principale di chi vive in povertà: il numero di chi non
ha lavoro è in diminuzione ma si consolida invece quello di chi,
pur avendo una occupazione, non riesce ad arrivare a fine mese.
A registrare questo dato sul fenomeno del 'lavoro povero' è
il rapporto 2023 sulle povertà nella diocesi ambrosiana
realizzato dall'Osservatorio Caritas, che ha preso in
considerazione i dati di 168 centri di ascolto (sui circa 400
presenti) e i tre servizi diocesani dedicati a migranti, senza
tetto e orientamento al lavoro.
A centri e servizi sono arrivate 59.354 richieste di aiuto,
con un aumento del 24% rispetto al 2022. Questo in parte per
l'aumento dei punti di ascolto, ma anche per l'aumento dei
bisogni, sempre più variegati.
Sono state 17.238 le persone aiutate, anche queste in aumento
del 17,9%. La maggior parte, ovvero il 69,9% ha problemi di
reddito, il dato più alto mai registrato. Calano i problemi di
lavoro (al 33,1) seguiti da quelli della casa (14,8%) mentre il
10,6 ha problemi di immigrazione. E spesso chi è in difficoltà
ha più di un problema da risolvere-
Il 63,9% di chi si rivolge ai centri della Caritas è
rappresentato da migranti (erano il 60,9 l'anno prima) e di
questi il 18,5% è rappresentati da peruviani (dato
particolarmente significativo se si considera che sono in
aumento del 55,2%). Alta la percentuale di donne, che sono sei
su dieci.
I disoccupati sono il 49,1%, dato in diminuzione costante, ma
è presente un 23,9% di occupati che comunque non riesce a
mantenersi. Si tratta di un numero fortemente cresciuto dal 2016
quando erano 'solo' il 14,5%. Sono persone che hanno uno
stipendio "non sufficiente per affrontare la vita quotidiana" ha
spiegato alla presentazione Elisabetta Larovere
dell'Osservatorio Povertà e risorse.
Tra gli occupati, denuncia infatti problemi di reddito ben
l'80,9% (erano il 77,5% nel 2022).
Un altro elemento significativo è la presenza di figli
minorenni nelle famiglie che hanno problemi economici.
"Non esistono soluzioni semplici a fenomeni tanto complessi:
ma certo - ha sottolineato il direttore di Caritas Ambrosiana
Luciano Gualzetti,- occorre che politica, economia e società del
nostro Paese trovino formule adeguate per rafforzare i redditi
di chi lavora, sostenere le famiglie con minori, assicurare ai
migranti canali di ingresso regolari e sicuri, il rispetto dei
diritti fondamentali, percorsi di integrazione più strutturati e
incisivi" risolvendo le "forti contraddizioni rispetto politiche
di accompagnamento e integrazione".
"Dobbiamo incentivare gli aiuti alla povertà lavorativa" ha
osservato Alberto Guariso dell'associazione Avvocati per niente.
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