Sul Fondo sociale europeo, il Pd
contesta "il blitz del centrodestra sull'atto amministrativo
riguardante la riprogrammazione di medio termine": "maggioranza
incompetente e antidemocratica", attaccano i dem.
Dura protesta del Gruppo assembleare del Partito Democratico
che ha deciso di uscire dall'aula e non partecipare al voto
sull'atto amministrativo riguardante la riprogrammazione di
medio termine delle risorse comunitarie destinate al
finanziamento del Fondo sociale europeo. "Con un vero e proprio
blitz, infatti, questa mattina - afferma il Gruppo Pd - il
centrodestra ha portato in aula il provvedimento senza dare alla
minoranza la possibilità di conoscerne il contenuto e valutare
eventuali proposte di emendamento".
"L'atto che ci è stato sottoposto - afferma - è inaccettabile
sia nel metodo che nel merito dei contenuti proposti. Si
trattava di un adempimento di metà periodo di programmazione
richiesto dalla stessa Commissione Europea e che consisteva
nella verifica degli interventi attuati e della loro rispondenza
alle priorità individuate al momento della definizione del
programma, tenuto conto del quadro economico regionale e delle
modifiche intervenute nel frattempo. La giunta regionale
conosceva la scadenza del 31 marzo anni. Eppure, come purtroppo
troppo spesso accade, il presidente Acquaroli si è ridotto
all'ultimo momento, bypassando ogni tipo di procedura e
trattando il Consiglio regionale come un mero passacarte".
"Ma è nel merito - continuano i consiglieri dem - che l'atto
ha evidenziato le maggiori criticità. Hanno presentato le
modifiche al suo interno come una formalità tecnica. La verità,
invece, è che sono state approvate scelte profondamente
politiche. Spostare ben 15 milioni di euro dall'asse istruzione
formazione per finanziare l'asse occupazione e l'asse giovani
rispettivamente per 8,5 e 6,5 milioni di euro, non è una scelta
tecnica, è una scelta politica. Allo stesso modo, - scrive
ancora il Gruppo Pd - ridurre l'obiettivo 'servizi al lavoro'
per 7,5 milioni di euro, precedentemente destinati ai centri per
l'impiego, perché ci si accorge soltanto ora che gli stessi
progetti sono già finanziati con il Pnrr, è una decisione
politica, oltre a essere un grave errore di programmazione e la
dimostrazione della totale incapacità del centrodestra di
amministrare e gestire le risorse comunitarie".
"Si sapeva già in sede di programmazione comunitaria che il
Pnrr avrebbe finanziato determinate misure. - ricorda il Pd -
Noi stessi davamo per scontato che le misure previste dall'Fse+
fossero diverse e in qualche maniera complementari a quelle
previste dal Recovery Fund. Invece oggi abbiamo scoperto che la
maggioranza ha inutilmente duplicato gli interventi, lasciando
milioni di risorse inutilizzate a causa della sua incapacità
programmatoria e organizzativa. - conclude il Gruppo dem -
Infine, anche la riduzione dell'obiettivo specifico 'pari
opportunità' di 2 milioni di euro è una scelta politica. Il
fatto che lo Stato abbia concesso risorse aggiuntive per il
programma nazionale 'Giovani, donne e lavoro", non giustifica
questi tagli. Riteniamo piuttosto che mantenere entrambi gli
stanziamenti avrebbe permesso di attivare più interventi
sicuramente più efficaci".
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