Uno studio dell'Università di Camerino ha identificato e caratterizzato alcuni batteri simbionti, vale a dire che vivono in associazione stabile con il proprio ospite, nella oramai conosciuta "zanzara coreana". La ricerca è stata coordinata dal prof. Guido Favia di Unicam, che ha visto coinvolti, oltre a ricercatori dell'ateneo marchigiano, anche ricercatori dell'Istituto Zooprofilattico delle Venezie e dell'Università di Milano coordinati rispettivamente dai professori Gioia Capelli e Claudio Bandi. E' stato condotto su campioni raccolti nel Nord-Est Italia, in particolare in Veneto e Friuli-Venezia Giulia, ed ha evidenziato la circolazione di alcuni batteri di particolare interesse in queste zanzare.
"Tale scoperta - spiega una nota - apre interessanti prospettive per il controllo di questo insetto potenzialmente capace di trasmettere alcuni patogeni, come già avviene ad esempio per altre malattie infettive". "Lo studio - riferisce Favia, parassitologo, direttore della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria di Unicam e Direttore dell'Italian Malaria Network - è ancora in una fase descrittiva, ma la nostra scoperta apre delle interessanti prospettive alla lotta contro insetti invasivi quali la zanzara coreana". "In particolare - aggiunge - abbiamo identificato due batteri: l'Asaia e la Wolbachia. Il primo è presente nella gran parte degli individui che abbiamo analizzato e che da anni abbiamo proposto come agente per il controllo simbiotico di insetti vettori o dannosi, dal momento che può essere facilmente manipolabile al fine di esprimere all'interno delle zanzare delle molecole contro il patogeno e di cui è stato dimostrato anche un effetto di induttore della risposta immunitaria della zanzara".
"Se proposto in dosi massicce all'insetto il sistema immunitario ne viene stimolato e può prevenire lo sviluppo di patogeni", spiega ancora. "Il secondo batterio - continua il docente - è stato riscontrato solo in pochissimi campioni, ma nonostante questo riteniamo il rinvenimento di grande interesse, poiché ad oggi questo batterio non era mai stato descritto in zanzare della specie Aedes koreicus".
"Come detto - conclude Favia - siamo in una fase iniziale dello studio, ma abbiamo già in programma nuove campagne di cattura della zanzara coreana anche in altre regioni per definire meglio la circolazione di questi batteri in differenti popolazioni nonché nuovi studi di caratterizzazione di questi batteri e dei loro rapporti con la zanzara ospite". "Se questi ulteriori studi confermeranno i dati già ottenuti, - prosegue la note - sarà ragionevole pensare che nel prossimo futuro alcuni batteri potranno essere utilizzati come armi biologiche contro zanzare ed altri insetti pericolosi per l'uomo, gli animali e le piante".
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