La lunghissima siccità e la
conseguente riduzione di molte produzioni ha caratterizzato
l'annata agraria 2022, secondo il bilancio tracciato da
Confagricoltura Piemonte. Lo stress idrico e il gran caldo hanno
penalizzato pesantemente mais, prative e foraggere. Hanno tenuto
meglio i cereali invernali, quali grano e orzo; leggermente in
calo i raccolti di frutta, nocciole e uva, con buona qualità e
punte di eccellenza.
"Gli effetti del cambiamento climatico - ha evidenziaro Federico
Spanna (Settore fitosanitario Regione Piemonte) - mai come
quest'anno si sono manifestati con grande intensità e
persistenza. Lo scenario meteorologico dell'anno ha ben pochi
riscontri nel passato e non accenna a rientrare in parametri più
ordinari neanche nella stagione autunnale. Il' caldissimo mese
di ottobre appena finito ce lo ricorda".
Dall'analisi dei dati, all'aumento degli addetti agricoli,
dai 63mila medi del 2021 agli 81mila del 2022, fa da contraltare
la crescita ancora troppo lenta delle aziende giovani, dal 13,7
al 14%. "Il cambio generazionale ancora non si vede - ha
sottolineato Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura
Piemonte - Il bilancio dell'annata agraria è tutto sommato
positivo, ma il futuro è incerto per quanto riguarda la tenuta
dei prezzi agricoli all'origine. L'aumento dei costi energetici
preoccupa le imprese, soprattutto quelle zootecniche, che a
fronte dei rincari dei mangimi e dei foraggi e di un modesto
aumento del valore delle produzioni di carne e latte non
riescono più a far quadrare i conti".
Ancora in calo le imprese agricole, che negli ultimi cinque anni
hanno fatto registrare una contrazione delle attività di circa
il 13%, passando da 46.667 unità del 2018 a 40.866 di
quest'anno; di conseguenza è aumentata la superficie media
aziendale, ora a 22,5 ettari.
Tra i punti analizzati alla presentazione dell'annata
agraria, alla quale ha partecipato, l'assessore regionale
all'Agricoltura e Cibo Marco Protopapa - "gli irrisolti problemi
dell'eccessiva proliferazione dei selvatici", la nuova Pac
(politica agricola comunitaria), "che impone vincoli ambientali
sempre più stringenti", "gli aumenti del costo del gasolio, dei
fertilizzanti e delle materie", ha aggiunto Allasia.
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