Le riflessioni del nuovo
procuratore generale presso la Corte d'Appello di Bari, Leonardo
Leone de Castris, espresse oggi nel corso dell'inaugurazione
dell'anno giudiziario, "la politica non candidi chi è vicino ai
clan", sono condivise anche da don Antonio Coluccia, il
sacerdote impegnato da anni nel contrasto alla criminalità
organizzata, e che vive sotto scorta. Don Antonio Coluccia
questo pomeriggio ha partecipato ad un'iniziativa ad Ostuni, in
provincia di Brindisi, nell'ambito delle celebrazioni in onore
di San Sebastiano protettore della Polizia Locale.
"Quello che ha detto il procuratore De Castris è molto
importante. Un esponente politico - ha riferito don Antonio - si
candida per attuare quello che è il bene comune. Se uno si
candida ben sapendo di essere legato ai clan parte in maniera
sbagliata e non deve essere assolutamente candidato. Ritengo che
la politica deve saper fare selezione, discernimento". Il
sacerdote, originario della provincia di Lecce e che vive a
Roma, da tempo promuove con la sua opera Don Giustino, attività
sociali per distogliere i più giovani da quelli che sono i
richiami delle associazioni criminali, anche di stampo mafioso.
Il 29 agosto scorso il sacerdote salentino fu vittima di un
agguato durante una fiaccolata per la legalità. "La scuola ha un
ruolo determinante contro la criminalità. Attraverso la cultura
- ha concluso - la criminalità perde il consenso. La cultura
afferma il bene. Il bene dell'altro e del territorio".
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