Sassari e Porto Torres hanno celebrato la Festa della Liberazione nel segno dell'unità e della memoria.
A Sassari un corteo partito dall'emiciclo Garibaldi ha raggiunto la piazza del Comune, dove nel cortile interno del municipio, il sindaco Nanni Campus, e la prefetta Paola Dessì hanno deposto le corone di fiori accanto alla lapide del 25 Aprile. "Rafforziamo per primi in noi stessi l'essenza stessa del vivere civile, celebrando quei valori fondamentali conquistati allora col sangue, e che dobbiamo continuare a tutelare con la ragione e con il cuore, perché non possono essere motivo di contrapposizioni né sviliti a simboli di parte ma rappresentano l'essenza stessa della nostra vita", ha detto il sindaco, nel suo discorso pronunciato davanti alle associazioni dei combattenti e ai rappresentanti politici e militari.
"È una festa fondante, perché è la festa della lotta all'intolleranza, al razzismo, alla violenza e alla mancanza di libertà, che guarda e celebra il passato, ma da vivere nell'attualità e nella prospettiva futura", ha aggiunto la prefetta prima degli interventi di Thomas Arras, presidente della sezione Anpi di Sassari, e dei ragazzi che hanno partecipato al viaggio a Cracovia per il progetto Promemoria Auschwitz.
A Porto Torres la cerimonia si è svolta nel piazzale dedicato ai Caduti della Corazzata Roma, dove il sindaco, Massimo Mulas, ha deposto la corona in memoria delle vittime: "La democrazia va garantita e difesa, approfondendo quei valori di libertà, di giustizia e di uguaglianza che sono la grande aspirazione popolare consacrata dalla Resistenza", ha detto il primo cittadino. "Vigiliamo dunque e combattiamo contro quei rigurgiti di taluni nelle loro affermazioni insensate che ancora sottolineano le differenze di razza, di etnie e censo ripudiate con chiarezza dalla nostra Costituzione".
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