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Strage di Ciaculli, storia di un giovane carabiniere ucciso

Strage di Ciaculli, storia di un giovane carabiniere ucciso

Il libro del nipote su una delle sette vittime dell'attentato

PALERMO, 29 giugno 2023, 11:18

Redazione ANSA

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MARINO FARDELLI: I MANDARINI ROSSI DI CIACULLI (GEMMA EDIZIONI, 198 PAGINE, 15,20 EURO) Dopo 60 anni è ancora una strage dai contorni foschi.
    Nell'esplosione di una Giulietta morirono sette militari, e tra le vittime c'era anche un giovane carabiniere originario di Cassino, Marino Fardelli, che aveva solo vent'anni. E proprio alla storia umana di una vittima minore e dimenticata si ispira il libro del nipote omonimo, coordinatore dei difensori civici delle Regioni, che a quel tempo non era neanche nato. Il volume, presentato alla Fondazione Federico II, è più di un viaggio nella memoria: è una pagina di storia ancora tutta da rileggere, un momento tra i più efferati dello scontro tra la mafia e lo Stato.
    È questa anche l'opinione di Pietro Grasso, ex presidente del Senato ma soprattutto ex capo della Procura nazionale antimafia e prima ancora giudice a latere del maxiprocesso a Cosa nostra. "Si è parlato dell'attentato - scrive nella prefazione del volume - come dell'atto terminale della prima guerra di mafia che vedeva contrapposti i clan Greco e La Barbera, una guerra per la conquista della supremazia nella speculazione edilizia e nel traffico di droga, allora in intensa espansione. Indagini successive ipotizzarono un attacco rivolto ai carabinieri, e in particolare al tenente Mario Malausa, autore dei primi rapporti alla magistratura sulle relazioni tra la mafia e la politica locale".
    La strage di Ciaculli, una borgata dove si producono i famosi mandarini "tardivi", colpì un'Italia che viveva la fase politica della congiuntura e l'elezione del nuovo papa, Paolo VI.
    Rappresentò quel feroce attentato un punto di svolta nella lotta alla mafia. Accelerò la costituzione della prima Commissione parlamentare antimafia e diede un impulso alle indagini sul potere criminale di Cosa nostra: 114 mafiosi tra cui Totò Riina, Tommaso Buscetta, Luciano Liggio, Gaetano Badalamenti, Salvatore Greco furono processati a Catanzaro. Il processo si concluse nel 1968 con alcune condanne ma solo per associazione a delinquere e varie assoluzioni.
   

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