Missione artistica in Messico per
il teatro Libero di Palermo. Dallo scorso 13 giugno, e fino al
28, il direttore artistico, Luca Mazzone conduce una residenza
creativa con alcuni attori del teatro palermitano e le
danzatrici e attrici del collettivo Beznei di Cuernavaca, in
Messico, che ospiterà il lavoro di creazione a partire da "Il
barone rampante" di Italo Calvino.
Il debutto della scrittura originale dell'opera di Calvino
avverrà il 29 giugno presso lo spazio di creazione contemporanea
Romita y Violeta di Cuernavaca, il 30 giugno presso lo spazio
scenico della biblioteca Vasconcelos a Città del Messico e il 2
luglio presso lo spazio di creazione contemporanea La Bodega di
San Francisco, Nayarit, sulla costa del Pacifico occidentale.
Parallelamente alla tournée, Mazzone terrà due workshop con
artisti messicani: il primo presso lo spazio di residenza Romita
y Violeta a Cuernavaca, e il secondo presso il Teatro La Bodega.
Il progetto trae ispirazione dalle vicende immaginifiche e
settecentesche di Cosimo Piovasco di Rondò, protagonista de "Il
barone rampante". Queste vicende diventano una metafora per la
costruzione di un'identità che oscilla tra appartenenza e
ricerca personale.
"Il barone rampante è un viaggio metaforico - afferma Mazzone -
che affronta il tema della differenziazione. La natura diventa
un luogo magico, una foresta shakespeariana dove eventi e
vicende creano un percorso di formazione".
Il protagonista attraversa l'esistenza per prendere coscienza di
sé, del mondo e degli altri. Spietatamente sé stesso, questo è
il punto. Costruirsi, divenire, affermarsi. In questo gioco di
separazioni e affermazioni, l'incontro tra Cosimo, e Viola, la
sinforosa, crea la dinamica teatrale. Viola è una ragazza in
cerca di una libertà pura e profonda.
"L'incontro tra i due protagonisti è la scintilla per la
costruzione di una drammaturgia che esplora il confronto tra due
generazioni e due generi diversi - continua il direttore
artistico del teatro Libero - Un percorso tra saggezza e
gioventù, stupore e disincanto, amore e odio, leggerezza e
malinconia. L'amore e lo stupore sono i motori di un gioco a due
che racconta le vicende di Cosimo attraverso gli occhi della
giovinezza e della maturità - conclude Mazzone - Il ricordo
diventa una riflessione che unisce lo sguardo maschile e
femminile. Il lavoro integrerà diversi linguaggi: testo,
drammaturgia, recitazione, video, danza, spazio scenico e
memoria".
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