A poche ore dalla decisione del
presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump sui dazi,
emerge la preoccupazione delle aziende siciliane del settore del
vino.
"Siamo in ansia per l'annuncio del presidente Trump sui
dazi che potrebbero colpire anche il settore agroalimentare. Il
Nord America, in particolare gli Stati Uniti, rappresenta un
mercato di consumatori importante per le nostre aziende, sia in
termini di valore che di volume" dice la presidente di Assovini
Sicilia, Mariangela Cambria, a proposito dei dazi americani che
penalizzerebbero il settore dell'agroalimentare siciliano.
"La sospensione degli ordini da parte degli importatori
americani ha generato molte preoccupazioni e incertezze nelle
nostre aziende, alcune delle quali registrano il 100% del
fatturato legato esclusivamente all'export - continua Cambria -
Questa guerra commerciale si può e deve gestire con un attento
lavoro politico-diplomatico tra l' Europa e gli Stati Uniti, che
valorizzi l'importanza economica e culturale del Made in Italy
oltreoceano".
L'Europa si conferma il principale mercato di esportazione,
per il 95.7% delle imprese, sottolineando la forte integrazione
del vino siciliano nel continente. Segue il Nord America per
l'82.6% delle imprese sottolineando l'interesse per vini di
qualità e autenticità.
I dazi Usa preoccupano molto anche i produttori dei vini Etna
Doc, "sia perché l'Etna sta attraversando un periodo di grande
dinamismo e in forte crescita, ma anche perché negli Usa
rappresentano il primo mercato export per i vini Etna Doc", dice
Maurizio Lunetta, direttore del consorzio Vini Etna Doc.
In posizione attendista Antonio Rallo, presidente Doc Sicilia
che sottolinea come "ad oggi, non vi sono conferme ufficiali su
provvedimenti che potrebbero avere un impatto sulle esportazioni
dei vini del Consorzio Doc Sicilia. Confidiamo nel fatto che le
principali economie e le istituzioni, da sempre impegnate in un
dialogo costruttivo, continuino a confrontarsi con senso di
responsabilità, nell'interesse di tutti gli attori coinvolti. Ci
auguriamo che si possa giungere a una soluzione equa e condivisa
- conclude Rallo - capace di tutelare e valorizzare il
patrimonio vinicolo Italiano e siciliano, eccellenza
riconosciuta a livello internazionale, e di preservare la
stabilità del settore agroalimentare".
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