Le eccellenze del territorio in
dialogo tra le mura di del simbolo infrastrutturale dell'antica
Venezia: il suo Arsenale, il cantiere navale della Serenissima.
L'occasione è stata offerta dalla tappa lagunare del tour
Mediterraneo dell'Amerigo Vespucci, nave scuola della Marina
Militare ormeggiata da ieri sera, e fino a domenica, in riva San
Biasio. Un'iniziativa che ha consentito di chiamare attorno allo
stesso tavolo alcuni dei protagonisti dell'economia e della
cultura del Veneto, per parlare dell'importanza del made in
Italy, e sulle tante connessioni che le città possono creare per
promuoverne l'immagine.
Sul concetto di promozione si è soffermato il presidente di
Ice, Matteo Zoppas, sottolineando quanto siano importanti il
racconto e l'utilizzo di "certi megafoni che permettono di
amplificare il messaggio che si vuole trasmettere. Come lo
sport, il calcio e il ciclismo - ha spiegato -, il Vespucci è
uno di questi".
L'eccellenza di Venezia nel mondo è stata rappresentata da
un trittico di realtà e istituzioni, a partire dall'università
Ca' Foscari, rappresentata dalla rettrice, Tiziana Lippiello.
Rinomata e conosciuta a livello internazionale in particolare in
ambito linguistico, Ca' Foscari è ora impegnata "a rendere più
innovativa la didattica con l'inserimento dell'intelligenza
artificiale nello studio delle lingue", ha detto Lippiello.
Ilaria D'Uva, nel raccontare il processo di rigenerazione del
Museo storico navale di Venezia di cui è curatrice da un anno,
ha spiegato che nonostante il museo sia datato è in grado di
"raccontare una storia meravigliosa, la storia di Venezia, della
tradizione marinara, del Risorgimento" e di esporre cimeli di
grande rilevanza, come la gondola con cui Peggy Guggenheim si
muoveva in Canal Grande. Altrettanto preziosa la testimonianza
del Museo del Vetro di Murano "che rappresenta la storia
produttiva che ancora vive ed è resiliente nell'isola", ha
evidenziato la direttrice Chiara Squarcina. L'istituzione "è
forse l'unica realtà che parla di vetro all'interno di un
comparto pulsante - ha aggiunto - Vogliamo raccontare una storia
che non è congelata, ma che ci traghetta nel presente e nel
contemporaneo". Tra le 'istituzioni' venete che portano in alto
il nome del made in Italy c'è anche il vino. Luca Giavi,
direttore generale del Consorzio di tutela del Prosecco Doc, nel
ricordare i numeri del prosecco (1.200 vinificatori e 350 case
spumantistiche per 650 milioni di bottiglie prodotte all'anno),
ha rilevato che la denominazione "è una delle eccellenze
italiane che girano il mondo e rappresentano l'Italia a livello
internazionale, allo stesso modo di quanto fa l'Amerigo
Vespucci".
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