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L'isola che non c'è, opere di Linardi in mostra a Lucca

L'isola che non c'è, opere di Linardi in mostra a Lucca

Artista analizza la crisi ambientale reinterpretando film

LUCCA, 22 settembre 2023, 16:55

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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In occasione di Lucca film festival, al via da domani, Palazzo Guinigi a Lucca ospita 'L'isola che non c'è' mostra di Giuseppe Linardi a cura di Alessandro Romanini e Riccardo Ferrucci.
    L'esposizione raccoglie l'ultima produzione pittorica di Linardi, un progetto dove l'artista analizza e riflette sull'emergenza ambientale, reinterpretando, attraverso un ciclo di opere di formati diversi, film che hanno affrontato questo tema e le questioni ad esso connesse: il cambiamento climatico, la scarsità d'acqua, il rispetto della natura. Lungometraggi e cortometraggi più o meno celebri sono la fonte d'ispirazione dei suoi dipinti, che diventano un punto di fuga verso altre realtà.
    "La crisi ambientale - afferma Linardi - è diventata talmente incombente e importante che anche il cinema, i grandi attori e registi di fama mondiale, hanno iniziato ad utilizzare le loro pellicole come strumenti di denuncia e di sensibilizzazione. Io ho cominciato a occuparmi dell'argomento circa quindici anni fa, in tempi non sospetti, ma adesso, purtroppo, è così scottante che mi è venuto naturale tornare ad approfondirlo, anche perché ho trovato numerosi punti di contatto tra la mia pittura decodificata e tutta una serie di film sull'argomento".
    Così Rapa Nui e Siccità sono "opere - si spiega - in cui, proprio come avviene negli omonimi film da cui traggono ispirazione firmati da Kevin Reynolds e Paolo Virzì. Il documentario Chasing ice di Jeff Orlowski (2012), sulla storia del fotografo James Balog, che documentò con i suoi scatti gli effetti del cambiamento climatico, dà vita a un ciclo di dipinti emozionali dedicati al paesaggio, alle montagne e ai ghiacciai, con l'obiettivo di lanciare un grido d'allarme ed educare il grande pubblico alla necessità di salvaguardare le risorse naturali. I meravigliosi video di James Balog comprimono anni in secondi e catturano antiche montagne di ghiaccio in movimento, mentre scompaiono ad un ritmo impressionante: Giuseppe Linardi, grazie ai colori e alle forme, riesce a trasferire sulla tela identiche vibrazioni".
   

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