(di Alessandra Baldini)
"Non mi devi riabilitare. Rendimi
interessante": questo il mandato che Philip Roth diede nove anni
fa - sei anni prima di morire - al biografo Blake Bailey
permettendogli di entrare nella sua vita scavando oltre
personaggi come Alexander Portnoy, Nathan Zuckerman e Mickey
Sabbath a lungo considerati gli alter ego del loro creatore.
"Philip Roth: The Biography", edita da W.W. Norton, esce domani
negli Usa dopo un tam tam di anticipazioni sulla 'misoginia'
dell'autore che emergerebbe, e per un'altra grande interprete
della cultura ebraica americana, la 92enne Cynthia Ozik, e' "un
capolavoro letterario".
Vizi e virtu' di uno degli scrittori piu' importanti ed
influenti del ventesimo secolo, autore di 31 romanzi tra cui
'Pastorale Americana', per cui vinse il Pulitzer, 'Lamento di
Portnoy', "Ho sposato un Comunista", "La Macchia Umana" e
l'ultimo "Nemesi". Era dal 1996, da quando l'ex moglie Claire
Bloom lo aveva fatto a pezzi nel memoir "Leaving a Doll's
House", che Roth pensava a una biografia dopo esser stato per
decenni il narratore di se stesso.
Almeno due volte, prima che la scelta cadesse su Bailey, lo
scrittore aveva reclutato un biografo: prima Ross Miller,
professore di letteratura inglese e nipote di Arthur Miller, con
cui i rapporti si erano rapidamente guastati, poi Hermione Lee,
la biografa di Virginia Woolf e Edith Wharton, su cui aveva
avuto ripensamenti perche' "non voleva essere ricordato come un
uomo che non amava le donne e sarebbe successo questo con una
biografa femminista".
Bailey, ex insegnante dell'Oklahoma e autore di biografie
letterarie su Richard Yates e John Cheever, aveva avuto migliore
fortuna: Roth gli aveva dato accesso a parenti, amici ed ex
amanti, lettere, diari e quelli che a tutt'oggi restano due
libri inediti: "Note per il mio biografo" e "Note su un
diffamatore": il primo scritto per ribattere alla Bloom e
l'altro dopo la rottura con Miller. I due testi, cosi' come il
resto degli archivi, torneranno presto nelle mani degli
esecutori testamentari, l'agente Andrew Wylie e l'ex amante e
amica fino alla morte Julia Golier che "a suo tempo" decideranno
se conservarli o distruggerli.
Solo 48 passaggi di "Notes for My Biographer" e 18 di "Notes
on a Slander-Monger" sono citati nella biografia da cui emerge
un personaggio di estrema disciplina e altrettanta esuberanza,
capace di atti di grande generosita', rancori irrazionali,
crudelta' a casaccio e il leggendario appetito sessuale espresso
nei romanzi.
Unico scrittore americano la cui opera sia stata pubblicata in
forma completa dalla Library of America mentre era ancora in
vita, piu' volte candidato e mai vincitore di un Nobel, Roth
aveva intanto annunciato l'addio alla scrittura perche' scrivere
gli era diventato "sempre piu' difficile". Aveva passato gli
ultimi anni della sua vita in dialogo con Bailey, diventato a
sua volta critico, confessore, psicologo, perfino consulente
matrimoniale di un mito della letteratura mondiale.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA