"Il negazionismo è un atteggiamento
ignobile, e quello riferito alla Shoah, appoggiato anche da
intellettuali, è una vergogna diffusa: non c'è dubbio che contro
questo bisogna battersi, così come contro ogni tipo di fake
news". Lo ha detto in un incontro online lo storico e saggista
Carlo Ginzburg, vincitore del Premio Hemingway 2023 nella
sezione L'Avventura del pensiero. Il riconoscimento, promosso
dal Comune di Lignano Sabbiadoro (Udine) e curato da fondazione
Pordenonelegge, gli sarà consegnato nella città balneare
friulana sabato 24 giugno.
"Le fake news - ha proseguito Ginzburg - oggi amplificate
dalle nuove tecnologie, sono sempre esistite nella storia:
pensiamo alla Donazione di Costantino, un falso smascherato dal
grande umanista Lorenzo Valla attraverso un testo straordinario.
Pensare di fare il mestiere dello storico senza gli strumenti
proposti da Valla in maniera esemplare vuol dire che può
accadere che anche degli storici credano alla autenticità dei
Diari di Hitler".
Lo studioso, autore di celebri opere anche legate al Friuli
all'epoca dell'Inquisizione come I benandanti. Stregoneria e
culti agrari tra Cinquecento e Seicento (1966) e Il formaggio e
i vermi. Il cosmo di un mugnaio del '500 (1976), ma anche alla
storia dell'arte, come il saggio Indagini su Piero. Il
Battesimo, il ciclo di Arezzo, la Flagellazione
di Urbino (1981), si è poi soffermato sul tema della verità.
"C'è chi la considera labile - ha detto - così come è accaduto
per il caso disastroso del rifiuto dei vaccini, ma è un tema per
me più che mai importante e attuale. Ho partecipato in Perù a un
convegno sulla post verità che è una pura fandonia. Il crescente
e diffuso atteggiamento di rifiuto della scienza fa parte di una
lunga storia; l'oppio dei popoli ha molte facce e il rifiuto
della scienza è una di queste. Un oppiaceo di cui parte della
popolazione si nutre - ha concluso - più evidente che in passato
anche a causa del suo riverbero sui social media".
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