(di Francesco De Filippo)
Sono trascorsi quattro anni e un
giorno, come puntualmente ricorda il sito vigata.org, da quando,
il 17 luglio 2019, è morto uno degli scrittori e intellettuali
più amati, Andrea Camilleri. "Un faro" nel ricordo delle nipoti,
la cui luce ancora non si è spenta a giudicare non soltanto dal
ricordo affettuoso dei parenti e degli amici, ma anche dal
successo che continuano ad avere la serie di Montalbano in
televisione e i libri. E poi c'è il vuoto non colmato che questo
intellettuale saggio, autorevole e impegnato ha lasciato.
"Non è stato un nonno qualsiasi, di quelli che si incontrano
una volta al mese, è stato un quotidiano riferimento maschile
forte con una visione della vita lungimirante e saggia, un
anziano con una mentalità da giovane: un faro, manca un faro",
dice Alessandra Mortelliti, la nipote attrice e regista.
E' il parere condiviso anche dalla sorella, Arianna, autrice
di un libro scritto in segreto e pubblicato pochi mesi, "Quella
volta che mia moglie ha cucinato i peperoni" (Mondadori), che
sta avendo un inaspettato quanto meritato successo. Un'opera
prima ma molto matura.
"Gli chiedevamo consigli personali, sentimentali, lavorativo,
quindi era una figura maschile estremamente forte in una
famiglia di donne - prosegue Alessandra Mortelliti -. Le sue
riflessioni non erano mai scontate e ci ha insegnato a non dare
nulla mai per scontato e, prima di giudicare, a vedere le cose
da ogni angolazione possibile. E' la cosa che mi manca di più ed
è irripetibile. E' stata una figura talmente presente che, ieri
eravamo a cena fuori con nonna Rosetta per fare un brindisi
dedicato a lui, ed era come se ci fosse stato anche lui".
Il 17 luglio 2019 Andrea Camilleri spirava all'ospedale Santo
Spirito di Roma, dopo uno stato di coma durato vari giorni.
Scorre il tempo ma non si dimentica il profilo e la statura
di quell'uomo dalla cultura enciclopedica, integerrimo, dal
forte impegno civile e sociale; e non si dimentica il regista
televisivo e teatrale, il poeta. Nonostante il fracasso del
mondo, una tecnologia sempre più invasiva, la lama della spada
del climate change che si avvicina alla nuca del genere umano e
le insidie dell'intelligenza artificiale, il ricordo di quella
voce resa roca da milioni di sigarette, è ancora una voce di
conforto, di gioia, forse per alcuni un fiato di sollievo tra
migliaia di stimoli distraenti, consolatori, che ottundono. A
testimoniare quanto vivo siano il suo ricordo e la sua opera
sono il successo del Montalbano televisivo andato più volte in
onda in Rai negli ultimi dodici mesi, e dei libri usciti
postumi. Ma mancano le bacchettate ai politici (di destra e di
sinistra) e ai faccendieri, ai disonesti, sempre in un ambito di
critica e all'interno di una visione convintamente europeista e
pacifica. Indicazioni di orientamento per una società sempre più
complessa, da parte di una voce unanimemente rispettata e non
solo per il consenso condensato dai milioni di copie vendute.
Perché non diventi più flebile quella voce, in quest'ultimo
anno è stata allestita una mostra d'archivio al Fondo, e il sito
ha "acquisito" la sua voce (registrata): attraverso le storie
narrate, passa la Storia del '900. Infine si fanno avanti le
nuove generazioni della famiglia: se "buon sangue non mente",
Alessandra e Arianna Mortelliti rinnovano del nonno lo spirito
volitivo, tenace, creativo.
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