GIOVANNA CASADIO, ARRIVAMMO A
DESTINAZIONE (Laurana Editore, pp.216, 18 euro)
I misteri, i veleni e gli amori, le ferite e le disillusioni,
ma anche il viaggio come metafora di un percorso di crescita per
trovare il proprio posto nel mondo: c'è la storia di una
famiglia piegata da un terribile lutto al centro di "Arrivammo a
destinazione", romanzo di Giovanna Casadio in libreria con
Laurana Editore.
La vicenda inizia nel 1915: nel giorno in cui l'Italia entra
nella Grande Guerra, il capitano di lungo corso Sebastiano
Moncada, acceso neutralista, muore in circostanze poco chiare.
La vita di Miriam, sua moglie, e di Clorinda, la figlioletta, è
stravolta. Un maresciallo arriva in loro aiuto, pronto a svelare
il mistero di questa morte. Ma la Sicilia a volte può
inghiottire la verità.
Passano gli anni e ritroviamo Clorinda ormai grande. La donna
decide di emigrare al Nord con la famiglia: approda all'Albergo
Italia dove troverà un'umanità dolente, tra prostitute e poveri
cristi, che non si arrende e non smette di cercare riscatto.
Eppure i sogni non si spezzano: e proprio al nord la storia
della famiglia Moncada avrà la possibilità di "arrivare a
destinazione".
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