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Corografia di sentimenti, Onegin di Cranko all'Opera di Roma

Corografia di sentimenti, Onegin di Cranko all'Opera di Roma

Dal 3 aprile il balletto torna trenta anni dopo al Costanzi

ROMA, 02 aprile 2025, 14:44

Redazione ANSA

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Non una semplice versione danzata dell'Evgenij Onegin di Aleksandr Puškin ma un balletto che nella gestualità del suo linguaggio comunica spontaneità e tratteggia la psicologia, le emozioni e i sentimenti dei personaggi. Questo è Onegin secondo il coreografo John Cranko, che il 3 aprile torna all'Opera di Roma dopo 30 anni con due star della danza, Nicoletta Manni e Friedemann Vogel per la prima volta insieme nei ruoli dei protagonisti Tatiana e Onegin. E' il racconto di un grande amore impossibile, quel tipo di amore che spesso anima la musica di Caikovskij ma dell' opera del compositore russo non è stata usata nemmeno una nota. La partitura di Kurt-Heinz Stolze, eseguita dall' Orchestra del Teatro dell' Opera diretta da Philip Ellis, è una colonna sonora per narrare la vicenda con i brani scelti da altre composizioni del musicista, accompagnamento ideale alle istantanee psicologiche dello 'stile Cranko'. Dopo la prima del 3 aprile, sono previste repliche il 4, 5 (alle 15 e alle 20), 6, 8 e mercoledì 9 aprile con alternanza nei ruoli principali con gli artisti della compagnia capitolina diretta da Eleonora Abbagnato: l'étoile Rebecca Bianchi con il primo ballerino Claudio Cocino, la prima ballerina Federica Maine con il solista Giacomo Castellana. Nei ruoli di Olga e Lenskij, le étoiles Susanna Salvi e Alessio Rezza, le soliste Flavia Stocchi e Marta Marigliani con Simone Agrò, Eugenia Brezzi con Mattia Tortora. L'allestimento del De Nationale Opera di Amsterdam vede le scene e i costumi di Elisabeth Dalton e le luci di Steen Bjarke. Figura centrale del balletto europeo novecentesco, sudafricano (1927-1973) di famiglia israeliana, John Cranko è maturato all'ombra del Royal Ballet con Ashton, de Valois, Helpman e Tudor, fino alla decisione di spostarsi in Germania, allo Stuttgart Ballet (1961), che diresse fino alla sua morte. Qui è stato autore del cosiddetto "miracolo di Stoccarda" che ha portato la compagnia dalla provincia, all'attenzione internazionale.
   

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