RENEE KNIGHT, 'LA VITA PERFETTA' (PIEMME, PP. 288, 19,50 EURO) Un esordio folgorante: in Inghilterra è uscito a gennaio ed è ancora in testa alle classifiche, in Italia è arrivato a metà marzo e da allora è nella top ten della narrativa straniera, è già in via di traduzione in trenta Paesi. Un "romanzo speciale" per il New York Times. E presto anche un film grazie alla 20th Century Fox che ne ha opzionato i diritti. Si candida a caso editoriale dell'anno 'La vita perfetta', debutto nella narrativa di Renée Knight, londinese, 56 anni, un passato da documentarista e sceneggiatrice per Bbc, Channel Four e Capital Films. Con tempi, flashback e colpi di scena da serial tv, il romanzo trascina il lettore nel ritmo vorticoso della storia di Catherine Ravenscroft, filmmaker inglese di successo impegnata a documentare le violenze nel mondo, con un marito innamorato, Robert, uomo in carriera, e un figlio di 25 anni, Nicholas, ex tossicodipendente oggi commesso, con cui ha un rapporto complicato. Un giorno Catherine riceve un libro, Un perfetto sconosciuto, che le toglie il sonno e le impedisce anche di vivere la vita di ogni giorno. Non sa chi l'abbia scritto, né come sia finito nella nuova casa in cui ha appena traslocato. Sa però che racconta qualcosa che soltanto lei conosce, che è accaduto vent'anni prima, nel 1993, durante una vacanza in Spagna, e che ha seppellito nella memoria. "Quel libro - scrive la Knight - l'ha come irretita, attratta con l'inganno finché non si è accorta di essere in trappola. A quel punto le parole avevano cominciato a rimbalzarle in testa e colpirla al petto, una dopo l'altra. Era come se una folla di persone fosse saltata davanti a un treno in corsa e lei, il macchinista impotente, non avesse potuto evitare l'impatto mortale. Era troppo tardi per frenare. Non c'era modo di tornare indietro. Senza poterci fare nulla, Catherine aveva incontrato, tra le righe di quel libro, se stessa".
Il passato con il suo segreto inconfessabile rischia di mandare in frantumi il suo microcosmo perfetto di Catherine, travolgendo anche i suoi affetti più cari e costringendola a fare i conti con la paura e con la verità, in una sorta di folle corsa all'indietro nel tempo. Dopo lo shock, il dolore, i dubbi, le bugie, gli incubi, le rivelazioni, nulla sarà più come prima: la protagonista metterà in discussione il suo matrimonio, ma avrà anche l'occasione per conoscere davvero suo figlio.
Tessera dopo tessera, l'autrice compone il suo puzzle alternando e intrecciando i punti di vista dei personaggi: Catherine, in particolare, e Stephen Brigstocke, vedovo da molti anni della sua Nancy e padre di un figlio morto giovane, Jonathan, durante una maledetta vacanza in Spagna. Oppresso dal peso dei ricordi, scrupoloso e vendicativo, l'uomo decide di fare finalmente chiarezza sulle circostanze di quella tragedia.
Di entrambi, Catherine e il suo alter ego Stephen, l'autrice mette a nudo emozioni e pregiudizi, debolezze e ossessioni, smontando via via aspettative e convinzioni del lettore: uno schema narrativo che richiama il bestseller del 2015 'La ragazza del treno' di Paula Hawkins (pubblicato dallo stesso editore inglese, Doubleday, e portato in Italia sempre da Piemme), anche se la Knight ha ancora di più l'ambizione di dare al suo romanzo lo spessore di un thriller psicologico. Lo stesso libro misterioso sembra a tratti prendere corpo e interagire con gli altri protagonisti.
La storia 'da romanzo' della 'Vita perfetta' comincia un anno fa. Un'importante agenzia letteraria inglese manda agli editori l'esordio di Renée Knight. Due giorni dopo, nove di loro sono in lizza per accaparrarsi i diritti. Con una somma a sei cifre si impone Doubleday, che sta cercando un nuovo romanzo da lanciare dopo 'La ragazza del treno'. Si mobilitano poi ben trenta editori stranieri a la 20Th Century Fox: la stessa Knight ha appena finito di scrivere l'adattamento dello script per il film, e ora è caccia al regista.
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