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Fiom-Cgil, rischio crisi Stm si scarichi su Agrate Brianza

Fiom-Cgil, rischio crisi Stm si scarichi su Agrate Brianza

Dopo che Urso ha parlato di 3.000 nuovi posti lavoro a Catania

MILANO, 05 aprile 2025, 18:11

Redazione ANSA

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"Forte preoccupazione" è stata espressa dalla Fiom Cgil Brianza per la sede di Agrate Brianza (Monza) del colosso italo-francese dei semi-conduttori STMicroelectronics dopo che il ministro Adolfo Urso ha parlato di "3.000 nuovi posti di lavoro e un investimento di 5,1 miliardi di euro" per lo stabilimento di Catania mentre "nulla si è detto" per la sede lombarda. Il sindacato precisa che è "giusto il sostegno" al sito siciliano ma che "altrettanto lo è il futuro di Agrate Brianza, dove lavorano migliaia di lavoratori e che rappresenta un pilastro fondamentale per l'industria microelettronica italiana. Il rischio concreto - si sottolinea - è che la crisi dell'azienda venga scaricata in maniera squilibrata su una sola realtà produttiva".
    In particolare la Fiom-Cgil Brianza prende posizione dopo "le recenti dichiarazioni rilasciate dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso del question time tenutosi al Senato lo scorso 3 aprile. Durante il suo intervento, il ministro ha affermato che 'il 10 aprile si svolgerà al Ministero delle Imprese e del Made in Italy il tavolo nazionale STMicroelectronics. In quella sede emergerà chiaramente come il Piano per Catania sarà il più importante progetto presentato a livello mondiale dall'azienda, con una prospettiva di 3.000 nuovi posti di lavoro: un investimento di 5,1 miliardi di euro".
    "In un momento di discussione su un nuovo piano industriale che potrebbe avere impatti rilevanti sull'occupazione e sull'assetto produttivo nazionale, ignorare pubblicamente il destino del sito di Agrate Brianza è un segnale allarmante, che non può passare inosservato - viene denunciato -. La Fiom Cgil Brianza chiede con forza che sia il governo che l'azienda assumano una posizione chiara e trasparente sul futuro di Agrate, garantendo il pieno coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e dei territori. Servono impegni concreti per la tutela occupazionale, per il rilancio produttivo e per un equilibrio degli investimenti su scala nazionale".
   

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