"Mentre abbiamo assistito nel tempo
ad una crescita del Festival e degli ascolti Rai, di cui siamo
certamente contenti e a cui abbiamo contribuito portando i
nostri artisti con le loro canzoni, non abbiamo visto un
proporzionale impegno della città di Sanremo e della proprietà
del Teatro Ariston nel rinnovarsi per essere al passo coi
tempi". In questi termini il presidente di Pmi (Produttori
musicali indipendenti), Mario Limongelli, interviene nel
dibattito post Sanremo aperto da Enzo Mazza della Fimi.
"Certamente - afferma Limongelli in una nota - non riusciamo
ad immaginarci un Festival di Sanremo in un'altra location, ma
possiamo invece pensare che laddove si può migliorare lo si
debba fare, perché uno spettacolo così grandioso non può avere
un 'dietro le quinte' non all'altezza della situazione. Stiamo
parlando dei costi per vivere in città che le case discografiche
devono affrontare non solo per la settimana del Festival, ma
anche nei giorni di prove precedenti. Costi che durante la
settimana della kermesse esplodono con aumenti anche del 400% e
a cui non corrispondono, purtroppo, servizi all'altezza, e che,
talvolta, ci costringono a trovare sistemazioni di fortuna anche
fuori Sanremo che non fanno altro che stressare gli artisti, le
persone che lavorano con loro e le imprese che anticipano tutte
le spese. Il contributo spese che riceviamo da Rai - argomenta
ancora - è insufficiente a ripagare tutti i costi che dobbiamo
sostenere, infatti le nostre aziende partecipano sapendo che
avranno una perdita secca da mettere a bilancio. Inoltre, la
serata del venerdì, essendo uno spettacolo televisivo, ma non
rilevante dal punto di vista discografico, costringe artisti e
personale al seguito a uno sforzo professionale enorme che grava
tutto sulle spalle dell'azienda sia dal punto organizzativo che
economico, con un contributo inadeguato rispetto alle spese
sostenute".
Infine "ci preme far notare che, se il Teatro Ariston deve,
anche per tradizione, ospitare una manifestazione di questo
tipo, allora è necessario adeguarlo, verificarne l'effettiva
agibilità, soprattutto nel retropalco e nei camerini - insiste
il presidente di Pmi - consentendo l'accesso solo agli addetti
ai lavori e non a estranei e curiosi in un momento tra l'altro
di forte tensione per l'artista e per chi lo sta accompagnando.
Certamente su questi aspetti dobbiamo migliorare, perché il
Festival non è solo quello che si vede in tv, ma dietro c'è una
macchina complessa che gira e che va rispettata, una macchina
fatta di persone che lavorano e che devono essere messe in grado
di farlo al meglio proprio a beneficio dello spettacolo che
tutti ammiriamo in televisione".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA