"Non c'è dubbio che l'Umbria del
turismo stia marciando bene, ma abbiamo obiettivi ambiziosi e
sappiamo che la nostra regione ha ancora grandi potenzialità da
esprimere pienamente. Per questo motivo, più che soffermarci sui
risultati ottenuti, credo che occorra riflettere su alcune
criticità che i dati regionali non fanno che confermare": è
quanto sottolinea Simone Fittuccia, presidente di Federalberghi
Umbria Confcommercio.
"Come avevamo auspicato - osserva, in una nota di
Confcommercio - l'Umbria del turismo ha finalmente sfondato la
soglia psicologica dei 7 milioni di presenze, mettendo a segno
un risultato complessivamente di tutto rilievo, con un +6,4%
delle presenze e un +4,8% degli arrivi. Gli stranieri sono stati
sicuramente i protagonisti di questa crescita, con un +11,6%
delle presenze e un +10,1% degli arrivi. Ma sono cresciuti
complessivamente anche i turisti italiani, che hanno segnato un
+3,7% delle presenze e un +2,7% degli arrivi. In primo piano c'è
il tema del Trasimeno, territorio che sta vivendo una stagione
non facile e che ha perso, rispetto allo scorso anno, il 2,2%
degli arrivi e il 4,2% delle presenze dei turisti italiani. A
farne le spese sono soprattutto le strutture alberghiere, che
hanno visto calare le presenze degli italiani del 9,4%".
Segnala poi "altre criticità nei territori del Folignate,
Eugubino, Perugino sempre per il settore alberghiero, e dello
Spoletino. Ancora più preoccupante il dato della provincia di
Terni, dove emergono i dati negativi degli arrivi degli italiani
negli esercizi alberghieri dell'Orvietano e la discesa delle
presenze negli hotel di Terni".
"Quello che dobbiamo fare ora - aggiunge il presidente di
Federalberghi - è una analisi approfondita di tutti questi dati.
Credo sia importante comprendere le ragioni degli scostamenti
più evidenti e intervenire con azioni mirate per equilibrare la
crescita del comparto. Noi siamo certi che l'Umbria del turismo
possa crescere ancora molto: pensiamo all'obiettivo degli 8
milioni di presenze come realistico, tenuto conto dell'anno
giubilare e dell'approssimarsi delle celebrazioni legate alla
figura di San Francesco. Non solo: se la media nazionale delle
presenze degli stranieri è sopra il 50%, noi dobbiamo
concentrarci molto sul mercato estero che in Umbria rappresenta
oggi il 36% delle presenze e il 30% degli arrivi. Intanto
dobbiamo lavorare ancora di più per una accoglienza di qualità:
delle strutture ricettive, che si stanno riqualificando grazie
ai bandi regionali, e delle risorse umane, fattore di
straordinaria importanza".
"Secondo gli ultimi dati dell'Ufficio Studi Confcommercio,
nel 2025, il commercio, la ristorazione e l'industria
alberghiera dovranno fare i conti con una carenza di 258.000
lavoratori, un dato che segna un incremento del 4% rispetto
all'anno precedente, configurando una vera e propria emergenza
per il Paese. Nelle strutture ricettive si registra una scarsità
di cuochi, camerieri e addetti alla pulizia e al riassetto delle
camere. Occorre, con urgenza, sostenere le imprese che investono
in nuova formazione. E' necessario intervenire con politiche
attive del lavoro mirate a sviluppare le competenze e le
capacità professionali".
Alla formazione, networking e strategie per innovare il
settore dell'ospitalità è dedicata la prossima edizione di Up
Hotel Training Day, l'appuntamento organizzato da Federalberghi
Umbria Confcommercio, che quest'anno sarà il 27 febbraio 2025,
all'Hotel Posta dei Donini Una Esperienze di San Martino in
Campo. In programma anche una tavola rotonda, per confrontarsi
su questi temi con i protagonisti delle istituzioni umbre.
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